Il menu della dieta atkins da seguire per una settimana

Quando parliamo della dieta Atkins parliamo di uno dei regimi alimentari più di vecchia data eppure sempreverdi che si possano annoverare. Questo tipo di dieta si basa sulla teoria che la gente che è in sovrappeso mangia troppi carboidrati che il fisico non riesce a bruciare. Ecco perché tagliare i glucidi a vantaggio di proteine e grassi, aiuta l'organismo a regolare l'immagazzinamento delle riserve energetiche e a bruciarne gli eccessi.

Dobbiamo proprio dire che l'Atkins si è tirata addosso, negli anni, un sacco di giudizi negativi, proprio per questa sua eliminazione drastica degli zuccheri. Eppure sia in passato sia al giorno d'oggi, molte star ricorrono ai suoi dettami, mangiando pasti iperproteici e gettando pane e pasta (semmai ne abbiano fatto conoscenza) nel cestino dei rifiuti. Ora vedremo il menu classico da seguire per una settimana, ricordandovi non di non cedere alla tentazione della prova senza un parere medico.

Per i primi tre giorni bisogna abituare il fisico a rinunciare alla sua moneta energetica. I carboidrati andranno sostituiti con fibre e grassi che, insieme, generano un elevato grado di sazietà. Via libera ad insalatone condite con pollo, tacchino, tonno ed insaporite con olio di semi di lino, ricchissimo in omega 3. La dieta non si basa su un conteggio calorico giornaliero, quindi sono concessi anche gli spuntini, purché rientranti nel piano alimentare.

Importantissimo, in questa prima fase, bere molta acqua, almeno un litro e mezzo, per purificare il fisico dalle tossine. E altrettanto importante, visto il cambiamento drastico della dieta, non stressare il fisico con altre cose. L'ideale sarebbe pianificare l'inizio del nuovo regime in un periodo tranquillo, con pochi affanni da gestire e concedersi qualche momento di relax, come una passeggiata nella natura o un bagno aromatizzato.

Questo vi servirà, perché dal terzo al quinto giorno il corpo può reagire malamente al calo di zuccheri. Possono ravvisarsi fenomeni di irritabilità, nervosismo, debolezza. Questo, in teoria, accade quando, consumate le riserve di glucosio, il fisico ancora non è abituato a ricorrere a grassi e proteine. Il dottor Atkins suggeriva di mangiare porzioni di frutta a basso contenuto glucidico, in modo da dare un piccolo contentino all'organismo, fino a quando i sintomi negativi del "crash-carb" non fossero spariti del tutto.

Altri medici, sostenitori della dieta, consigliano poi di integrarla con potassio e una tazza di brodo al giorno, ritenendo l'irritabilità un effetto collaterale della perdita di liquidi. Ad ogni modo, dal quinto giorno in poi, si dovrebbero raccogliere i primi frutti del basso tenore di carboidrati: aumento dell'energia, migliore concentrazione mentale, diminuzione della fame nervosa, diminuzione drastica della necessità di mangiare zuccheri.

Questo tipo di regime può essere seguito per un'altra settimana e il menu nello specifico comprenderà una colazione a base di 2 uova, 3 fette di pancetta, salsiccia o prosciutto, 30 gr. di formaggio. Il pranzo sarà composto dalla classica insalatona su citata, oppure da insalata verde con hamburger e un cetriolo. Per cena ancora insalata, va bene anche di pomodori o di fagiolini, oppure una porzione di cavolfiore lesso da usare come contorno di una bella bistecca. Gli spuntini saranno pezzetti di formaggio o snack di prosciutto.

Di certo i cibi da evitare saranno frutta, zucchero, farina, tutti i tipi di pane, tutta la pasta, patate, mais, carote, fagioli, riso, patatine, caramelle, latte e qualsiasi cibo che contenga un alto contenuto di carboidrati. Un consiglio spassionato è, se iniziate una dieta iperproteica come la Atkins, dotatevi di mezzi di monitoraggio della vostra salute. In farmacia vendono gli stick per verificare il livello di acetone nelle urine. Una presenza di chetonuria sarà ovvia, perché il vostro fisico sta bruciando grassi, ma appuntate in un diario ogni variazione e comunicatela al medico.

La Atkins dura due settimane al massimo, ma essere prudenti, sia durante, sia dopo, è un segno di rispetto verso il nostro organismo.

Foto | TM News

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