Uno stupro è uno stupro, anche se il giudice dice il contrario

Violenza sessuale, violenza su donne, stuproUna mela è una mela e una pera è una pera: fin qui nessun problema. Ma uno stupro resta tale se in tribunale viene vietato l'utilizzo di questo termine o di altre espressioni affini per indicare una vera e propria violenza sessuale? Sesso e stupro non mi risulta siano la stessa cosa...

E' questa la domanda che mi viene dopo aver letto la storia di Tory Bowen che, vittima di stupro, decide di sporgere denuncia e quando arriva in tribunale il giudice le vieta l'utilizzo dei termini “rape”, “sexual assaults”, “victim” e “assailants” perché, a suo avviso, violerebbero il diritto degli inquisiti ad un giusto processo, influenzando negativamanet la giuria.

Sembra una storia già sentita, quella di difendere i diritti dei “cattivi”, mettendo da parte quelli dei “buoni”. Tory, ora ventunenne, è stata “violentata” una seconda volta con questa proibizione, non potendo dichiarare di essere stata violentata, benché di un processo di stupro si stia parlando.

Quello della restrizione della libertà di parola nei processi è un trend in aumento negli Stati Uniti; in alcuni casi la sentenza inchioda comunque il colpevole, che si sia parlato di stupro o di semplice sesso.

L'esperienza di Tory è salita alla ribalta delle cronache per il suo tentativo- fallito- di fare causa al giudice in questione per aver violato il Primo Emendamento. L'entourage di Tory non si è arresa e il prossimo passo è quello di presentare una petizione alla Suprema Corte degli Stati Uniti, nella speranza di aiutare tutti quelli a cui è stata negata la libertà di parola nel condannare gli orribili reati di cui sono state vittime.

Davanti a tali assurdità, l'assunto secondo il quale dovremmo sentirci sicuri e protetti dalla legge e dalla giustizia non può che venir meno. Se una mela si chiama una mela, uno stupro non può che chiamarsi stupro, e se un giudice afferma il contrario a me il dubbio che non sia lì per punire il carnefice viene, e a voi?

foto| via flickr

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