Donne scandalose: Paolina Bonaparte Borghese (1780-1825), la principessa senza veli

Si narra che vinse tante battaglie a letto di quante ne vinse il glorioso fratello in guerra e in politica. Paolina Bonaparte, la più amata tra le sorelle di Napoleone, sposò nel 1797, a 17 anni, il generale Leclerc, un anno dopo ebbe un bambino che morì di li a poco. Seguita la carriera del marito a Santo Domingo, torna in Italia vedova nel 1802. Sposa in seconde nozze, nel 1803, il principe Camillo Borghese, diventando uno dei personaggi più popolari e mondani del tempo.

Non ebbe un gran ruolo nella storia. Paolina gode di una fama per una serie di motivi: leggendaria bellezza e grande leggerezza sessuale, vita piena di capricci e musa ispiratrice per la Venere Vincitrice di Antonio Canova.

Idillio di brevissima durata la vita matrimoniale con il principe Borghese. Separazione. Schiera di amanti. Voci indiscrete, quasi certamente infondate, di incesto con il fratello Napoleone, a cui assomigliava caratterialmente e psicologicamente "Instancabile, insonne, maniaca dell’ordine, accentratrice, combattiva e prepotente”. Tour itinerante nelle stazioni termali del tempo. Nuovi capricci ogni giorno. Passava da una malattia vera a una immaginaria, dalle braccia di un amante ad un altro.

Piuttosto irrequieta, amante dello sfarzo e della vita di corte, fece molto parlare di sé a causa del suo comportamento anticonformista, posando nuda per Antonio Canova. In realtà, i nudi artistici non erano comuni per l'epoca, ed è materia di dibattito se Paolina Borghese abbia posato veramente senza veli per lo scultore. Quando le fu chiesto come avesse potuto posare vestendo così pochi indumenti, lei rispose che nello studio c'era una stufa che le teneva caldo. Questa affermazione può essere apocrifa o ideata dalla stessa Borghese per destare scandalo.

La scultura della splendida principessa, ritratta seminuda, diventa subito irresistibile e molto discussa per la sua spregiudicatezza, ed il suo fascino indiscusso stava proprio in questo ideale di perfezione che contrastava con il personaggio, tutt'altro che divino, rivelato da quella nudità graziosa e scandalosa. Così, il clima di scandalo è stato risolto in parte dal principe Borghese chiudendo in casa la statua, prima in esposizione nel palazzo. La Venere Vincitrice celebrava il fulgore fisico della principessa Borghese e, con lei, il trionfo della famiglia Bonaparte.

“Bambino? Preferisco cominciarne cento piuttosto che finirne uno”.

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