Perdite premestruali: quando preoccuparsi?

Qualche volta prima dell'arrivo del flusso mestruale vero e proprio, si possono avere delle piccole perdite. Scopriamo che significato hanno e quando preoccuparsi

Le perdite premestruali possono essere di due tipi: ematiche o bianche (leucorrea premestruale), con significati diversi. Nel primo caso, anche definito spotting, le perdite di sangue sono un po' diverse da quelle del flusso mestruale vero e proprio, perché appaiono di colore più scuro o sbiadito, e sono in genere delle "tracce" di sangue, che non devono preoccupare più di tanto.

Diverso, però il discorso se queste perdite cominciano non giusto qualche giorno prima dell'arrivo delle mestruazioni, ma almeno una decina di giorni prima.

Perdite-premestruali

In questo caso all'origine potrebbe esserci una insufficienza del corpo luteo post ovulatorio, che a sua volta ha un significato preciso: le ovaie producono poco progesterone. Questo fatto non è grave, ma può indicare un calo della fertilità (più facile dopo i 35 anni), quindi, se si sta cercando una gravidanza e ci si accorge di queste perdite di sangue premestruali non occasionali (diverse, quindi, dal semplice spotting), ma ricorrenti, la cosa migliore è quella di rivolgersi al ginecologo per una visita accurata e soprattutto per farvi prescrivere un dosaggio ormonale.

Veniamo, invece, al caso delle perdite bianche, o leucorrea premestruale. E' normale che prima dell'arrivo del flusso si intensifichi la produzione di muco cervicale? Se le perdite appaiono liquide e trasparenti, inodori, se non sono accompagnante da crampi o tensione pelvica, non c'è da preoccuparsi.

Se, però, prima del ciclo si assiste ad un aumento di perdite "strane", grumose e dense, con odori intensi o fetidi, allora c'è il pericolo che stiate covando un'infezione intima, provocata da funghi (come la Candida albicans) o da batteri. Una vaginite, infetti, non impedisce certo che avvenga la mestruazione, ma può accentuare i suoi sintomi sgradevoli prima dell'arrivo del flusso ematico con un intensificarsi dalla proliferazione dei germi a livello di mucosa intima.

In questo caso, alle perdite, si associano prurito intimo e fastidio durante i rapporti sessuali L'unica cosa da fare è, allora, recarsi dal proprio ginecologo per sottoporsi ad un semplice test del muco cervicale che individuerà l'eventuale presenza del germe infettivo. Attenzione a non trascurare mai questi sintomi, che possono esser spia, specie se ricorrenti, di problemi e disfunzioni intime da curare.

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Foto| via Pinterest

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