Il partito del portafogli leggero, ovvero come sopravvivere in questo periodo di magra

risparmiare, shopping, spendere pocoNon sono tempi facili questi per le maniache dello shopping e della bella vita, in mezzo a questa selva di rincari che mettono a dura prova i portafogli della maggior parte di noi. Tra prezzi da urlo, nel vero senso della parola da una parte, e la vita alla Sex and the City dall'altra, le discussioni in merito a come arrivare a fine mese togliendosi pure qualche soddisfazione si sprecano.

I partiti sono i più disparati, tra quelli che prediligono la qualità e quelli che, invece, puntano tutto sulla quantità. Non sto parlando di generi alimentari, ma di vestiti, di accessori, e di tutto quello che sentiamo “indispensabile” per poter vivere tranquille e appagate.

Il partito della qualità mette al bando tutti i capi modaioli che tali resteranno per una sola stagione, prediligendo pochi acquisti mirati e duraturi che ci salveranno negli anni a venire in svariate situazioni. Va da sé che se di vestiti e accessori a lunga durata stiamo parlando, la spesa lieviterà inesorabilmente, ma, secondo alcuni, rappresenterà un investimento sul futuro (?).

Dall'altra parte c'è chi pensa che non sempre prodotti di marche famose pagati a prezzo d'oro ci daranno così tante soddisfazioni da giustificare un tale alleggerimento del portafogli. Meglio, allora, impiegare qualche attimo in più nella scelta, ad esempio, di una crema per il viso, stando attente non tanto a packaging e compagnia bella, ma agli ingredienti utilizzati per fabbricarla.

E se poi di risparmio vogliamo parlare, al bando anche qualche altro sfizio costoso: niente più ristoranti chic e costosi, ma candele e fiori sulla tavola e un buon take away (se poi decidete di mettervi ai fornelli ancora meglio).

Certo è che di questi tempi rinunciare a ciò che sembra superfluo (vestiti, trucchi, uscite, eccetera eccetera) è un vero e proprio sacrificio che ci fa a volte sentire inadeguate rispetto alla società che ci circonda, basata sovente sull'apparenza di un bel vestito, piuttosto che sul vero valore di una persona.

Tralasciando il giudizio sul periodaccio in cui viviamo, da che parte state? Pronte al risparmio, a scapito della firma e- forse- della qualità, oppure vi accontentate di comprare meno, facendo affidamento sulla durata e sulla bontà di ciò che avete acquistato? Vi è capitato di sentirvi a disagio per aver dovuto rinunciare ad un vestito o ad un'occasione causa portafogli semi-vuoto, oppure rinunce di questo genere non riescono a mettervi in difficoltà?

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