Il calcolo dell'ovulazione e ciclo irregolare: come conteggiare i giorni fertili?

Come si fa a calcolare i propri giorni fertili quando si ha un ciclo irregolare? Ecco come fare


Se il calcolo dell'ovulazione per individuare i propri giorni fertili è relativamente semplice per una donna che abbia sempre un ciclo regolare, la cosa non è altrettanto agevole per chi - e sono tantissime - non sappia mai esattamente quando arriveranno le mestruazioni. Un ciclo irregolare non è necessariamente sintomo di una patologia, soprattutto se i cicli sono comunque ovulatori.

Il problema, semmai, si pone quando la donna abbia regolarmente il suo flusso mestruale ma senza che si sia verificata l'ovulazione, perché in questi casi esiste evidentemente un disturbo di natura ovarica, magari una insufficiente produzione di progesterone o un ovaio policistico, condizioni da valutare attentamente con il proprio ginecologo.
Il-calcolo-dell-ovulazione


Un ciclo anovulatorio, infatti, produce infertilità. Ma considerando, invece, il caso di una donna che abbia solo delle mestruazioni irregolari, con ovulazioni ogni mese, come fare a calcolarle? Teniamo presente che il ciclo femminile consta di due fasi principali, al centro delle quali si situa l'ovulazione.

la prima fase è quella detta follicolare, in cui il follicolo ovarico matura un certo numero di ovuli da cui poi, in modo casuale, verrà selezionato quello da secernere per quel mese, e quindi destinato, eventualmente, ad essere fecondato. Questa prima fase dura di norma 14-15 giorni, ma è variabile da donna a donna e può prolungarsi o ridursi.

Una volta che l'ovaia abbia prodotto l'ovulo maturo si arriva alla fase ovulatoria vera a propria, quella in cui siamo più fertili in assoluto e che dura circa 4 giorni (ma anche oltre perché lo sperma può restare vitale nella vagina femminile anche più giorni). Ad ovulazione avvenuta, la fertilità cala bruscamente, e si arriva alla fase luteale, che poi si conclude, dopo 14 giorni esatti (fissi per tutte le donne), alla mestruazione successiva.

Va da sé che quando una donna non abbia un ciclo regolare di 28-30 ogni mese, fare calcoli sul calendario per individuare i giorni utili per restare incinta è un'operazione inutile. Meglio, molto meglio, imparare a riconoscere i sintomi dell'ovulazione sul proprio corpo.

Questi segnali sono soprattutto legati alle perdite vaginali di quei giorni. Il muco cervicale di una donna che sta ovulando è molto più abbondante e fluido del normale, appare trasparente e filamentoso come l'albume d'uovo. Altri sintomo tipici sono l'innalzamento di poche lineette della temperatura basale (si misura al mattino), e un certo indolenzimento del seno.

Se, però, non vi fidate troppo della vostra auto-analisi, potete semplicemente procurarvi un test per l'ovulazione molto pratico (lo trovate in farmacia), che attraverso la misurazione degli ormoni nelle urine, vi indicherà i 4 giorni utili per concepire.

Foto| via Pinterest

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