Donne scandalose: Messalina (25 d.C-48 d.C), fasto e nobiltà di una prostituta imperiale

Si racconta che il tribuno che l’aiutò ad uccidersi, mentre l’afferrava per i capelli e prima di trafiggerla, le avrebbe detto: “Se la tua morte sarà pianta da tutti i tuoi amanti, piangerà mezza Roma”. Messalina, un nome che al giorno d’oggi è caduto in disuso perché inscindibilmente legato alla figura di questa donna considerata simbolo di dissolutezza e depravazione. Oggi “Messalina” è sinonimo di seduttrice, nelle chat erotiche furoreggia, e nell’immaginario collettivo questo nome richiama gesta libidinose e avventure carnali. Di questa donna, gli storici greci e romani hanno dipinto sempre un ritratto molto crudele.

Moglie sedicenne dell’imperatore Claudio, di 20 maggiore, da subito dimostrò una certa attitudine alle liaison extra-coniugali. Di lei si narrano le storie più squallide: che avesse imposto al marito di ordinare ai sudditi che fossero di suo gradimento di accondiscendere in tutto e per tutto ai desideri della consorte; che avesse avuto relazioni incestuose con i fratelli, che si prostituisse nei bordelli di Roma, e addirittura che avesse sfidato una famosa puttana dell'epoca: con il nome d’arte di Licisca collezionò 25 amanti in un solo giorno. Questo fu il periodo più buio della sua vicenda umana, quello che lasciò inorriditi i moralisti, e oggi è ancora fastidioso. Rimangono molti dubbi su come Claudio fosse l'unico a non conoscere lo stile di vita della moglie, sebbene anche lui lasciasse alquanto a desiderare per fedeltà coniugale, considerato che preferiva di gran lunga l’alcova al letto nuziale.

C’era un attore di nome Mnestere di cui Messalina era follemente innamorata, ma ahimé non venne ricambiata, perché probabilmente gay o comunque non abbastanza attratto dalla bellezza acerba della giovane imperatrice appena ventenne. Famose le orge romane di cui Messalina e Mnestere - si dice – fossero gli attori principali: un numero sempre maggiore di amanti servivano a lui per destare gli istinti assopiti...

Priva di amore, schiava degli amplessi, vuota e insoddisfatta, trovò la sua strada nel vizio sfrenato. La giovane imperatrice cambiava tanti amanti quante acconciature. Non paga di ciò, padrona del cuore dell’imperatore del mondo, Messalina cominciò a perseguitare, e finanche ad eliminare, i suoi avversali con una leggerezza e disinvoltura notevoli anche per quei tempi così depravati.

Ma d’improvviso, dopo tanta carne fredda, il cuore della giovane imperatrice ricominciò a battere. Anche le fonti storiche sono concordi nell'affermare che Galio Silio fosse bellissimo e molto intelligente. Tuttavia la situazione era complicata: sposato lui, sposata lei. Con la differenza che lei era la moglie dell’imperatore di Roma. Fortuna, si fa per dire, volle che Claudio non vedeva e non sentiva. Messalina svaligiò la corte imperiale per colmare di doni e onore il suo amante, che stranamente aveva restituito un po' di senno alla sua vita sbandata.

I meravigliosi giardini del Pincio (dove oggi sorge Villa Borghese) furono motivo di sangue. Volendosene impossessare, e ricevendo una risposta negativa dal proprietario – Valerio Asiatico - che non intendeva ottemperare ai capricci dell’imperatrice, fece credere al marito babbeo di essere vittima di una congiura ordita proprio da costui. La vicenda terminò con il suicidio coatto del gentiluomo.

Domanda: può un'imperatrice non riconoscere solennemente il proprio amore? Una donna ambiziosa e corrotta può rinunciare alla propria ragione di vita? Messalina fu capace di escogitare un piano diabolico per riuscire a sposare Silio e vivere con lui nella villa del Pincio. Giocò sul punto debole dell’imperatore: lo spauracchio della superstizione. Disse a Claudio di aver sognato se stessa vedova. Consapevole della reazione che avrebbe avuto il marito credulone, gli raccontò anche della soluzione che aveva trovato: divorziare e sposare un altro, così da gettare la mala sorte sul nuovo consorte, e da vedova ritornare tra le braccia dell'imperatore. Ovviamente come morto che camminava fu designato Silio.

Claudio partì per Ostia e Messalina organizzò un sontuoso matrimonio: non badò a spese né a pudore. Se più fonti, diverse tra loro, non avessero fornito la stessa versione, si potrebbe pensare ad una storia inventata. E invece non fu così. Il fatto più sconvolgente fu che le nozze avvennero alla totale insaputa dell’imperatore. Infatti la situazione di silenzio durò poco. Fu il fedele Narciso a svelare tutti i retroscena passionali e politici a Claudio: che Messalina non volesse rinunciare al titolo imperiale per ritirarsi all’ombra del Pincio e che, una volta ucciso l’imperatore, volesse salire al trono e governare con a fianco il suo amante. La delazione di Narciso consacrò la fine di Messalina, alla quale fu ordinato di togliersi la vita. Come si chiuse la vita di questa immorale, sgualdrina, assassina e corrotta, l’avete letto all’inizio di questa storia.

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