Si racconta che il tribuno che l’aiutò ad uccidersi, mentre l’afferrava per i capelli e prima di trafiggerla, le avrebbe detto: “Se la tua morte sarà pianta da tutti i tuoi amanti, piangerà mezza Roma”. Messalina, un nome che al giorno d’oggi è caduto in disuso perché inscindibilmente legato alla figura di questa donna considerata simbolo di dissolutezza e depravazione. Oggi “Messalina” è sinonimo di seduttrice, nelle chat erotiche furoreggia, e nell’immaginario collettivo questo nome richiama gesta libidinose e avventure carnali. Di questa donna, gli storici greci e romani hanno dipinto sempre un ritratto molto crudele.
Moglie sedicenne dell’imperatore Claudio, di 20 maggiore, da subito dimostrò una certa attitudine alle liaison extra-coniugali. Di lei si narrano le storie più squallide: che avesse imposto al marito di ordinare ai sudditi che fossero di suo gradimento di accondiscendere in tutto e per tutto ai desideri della consorte; che avesse avuto relazioni incestuose con i fratelli, che si prostituisse nei bordelli di Roma, e addirittura che avesse sfidato una famosa puttana dell’epoca: con il nome d’arte di Licisca collezionò 25 amanti in un solo giorno. Questo fu il periodo più buio della sua vicenda umana, quello che lasciò inorriditi i moralisti, e oggi è ancora fastidioso. Rimangono molti dubbi su come Claudio fosse l’unico a non conoscere lo stile di vita della moglie, sebbene anche lui lasciasse alquanto a desiderare per fedeltà coniugale, considerato che preferiva di gran lunga l’alcova al letto nuziale.
C’era un attore di nome Mnestere di cui Messalina era follemente innamorata, ma ahimé non venne ricambiata, perché probabilmente gay o comunque non abbastanza attratto dalla bellezza acerba della giovane imperatrice appena ventenne. Famose le orge romane di cui Messalina e Mnestere - si dice – fossero gli attori principali: un numero sempre maggiore di amanti servivano a lui per destare gli istinti assopiti…
Priva di amore, schiava degli amplessi, vuota e insoddisfatta, trovò la sua strada nel vizio sfrenato. La giovane imperatrice cambiava tanti amanti quante acconciature. Non paga di ciò, padrona del cuore dell’imperatore del mondo, Messalina cominciò a perseguitare, e finanche ad eliminare, i suoi avversali con una leggerezza e disinvoltura notevoli anche per quei tempi così depravati.
Ma d’improvviso, dopo tanta carne fredda, il cuore della giovane imperatrice ricominciò a battere. Anche le fonti storiche sono concordi nell’affermare che Galio Silio fosse bellissimo e molto intelligente. Tuttavia la situazione era complicata: sposato lui, sposata lei. Con la differenza che lei era la moglie dell’imperatore di Roma. Fortuna, si fa per dire, volle che Claudio non vedeva e non sentiva. Messalina svaligiò la corte imperiale per colmare di doni e onore il suo amante, che stranamente aveva restituito un po’ di senno alla sua vita sbandata.
I meravigliosi giardini del Pincio (dove oggi sorge Villa Borghese) furono motivo di sangue. Volendosene impossessare, e ricevendo una risposta negativa dal proprietario – Valerio Asiatico - che non intendeva ottemperare ai capricci dell’imperatrice, fece credere al marito babbeo di essere vittima di una congiura ordita proprio da costui. La vicenda terminò con il suicidio coatto del gentiluomo.
Domanda: può un’imperatrice non riconoscere solennemente il proprio amore? Una donna ambiziosa e corrotta può rinunciare alla propria ragione di vita? Messalina fu capace di escogitare un piano diabolico per riuscire a sposare Silio e vivere con lui nella villa del Pincio. Giocò sul punto debole dell’imperatore: lo spauracchio della superstizione. Disse a Claudio di aver sognato se stessa vedova. Consapevole della reazione che avrebbe avuto il marito credulone, gli raccontò anche della soluzione che aveva trovato: divorziare e sposare un altro, così da gettare la mala sorte sul nuovo consorte, e da vedova ritornare tra le braccia dell’imperatore. Ovviamente come morto che camminava fu designato Silio.
Claudio partì per Ostia e Messalina organizzò un sontuoso matrimonio: non badò a spese né a pudore. Se più fonti, diverse tra loro, non avessero fornito la stessa versione, si potrebbe pensare ad una storia inventata. E invece non fu così. Il fatto più sconvolgente fu che le nozze avvennero alla totale insaputa dell’imperatore. Infatti la situazione di silenzio durò poco. Fu il fedele Narciso a svelare tutti i retroscena passionali e politici a Claudio: che Messalina non volesse rinunciare al titolo imperiale per ritirarsi all’ombra del Pincio e che, una volta ucciso l’imperatore, volesse salire al trono e governare con a fianco il suo amante. La delazione di Narciso consacrò la fine di Messalina, alla quale fu ordinato di togliersi la vita. Come si chiuse la vita di questa immorale, sgualdrina, assassina e corrotta, l’avete letto all’inizio di questa storia.
Maschilista
08 lug 2008 - 11:30 - #1Claudio penso fosse più simile ad un alce che ad un uomo.Per quanto riguarda la storia di Messalina che dire?Si vedono casi analoghi anche nei nostri giorni.L’ importante è non innamorarsi mai di donne simili ma esserne solo amanti.
La
08 lug 2008 - 11:41 - #2Ma come si può innamorarsi di una donna simile?…a me farebbe abbastanza schifo anche come amante, ma come donna certe cose non posso capirle!
Sotto un certo punto di vista bisogna comunque riconoscerle una discreta abilità nell’ottenere TUTTO quello che voleva…non so quanto poi questo le abbia portato felicità, ma sicuramente non si può dire che la vita non se la sia goduta!
häxli88
08 lug 2008 - 14:58 - #3una persona che deve avere tutto quello che vuole, sopratutto per se stessa.. per me e una persona insoddisfatta.. la felicita in questi casi e solo momentanea..
The Tester
08 lug 2008 - 16:20 - #4Una donna profondamente infelice per come la vedo io…
La
08 lug 2008 - 16:31 - #5Forse sì The Tester, mi viene da pensare che nonostante tutto quello che aveva comunque fosse incontentabile e alla perenne ricerca di qualcosa di più…però anche abile e astuta!non è semplice riuscire a “raggirare” così tante persone per ottenere quello che vuoi, ok che quando è stata scoperta la sua trama ha pagato con la peggiore delle pene, però è anche vero che ci sono donne che si accontentano di poco e altre che non sono mai di nulla (anche quando hanno tutto)
The Tester
08 lug 2008 - 17:21 - #6Si, è vero, è stata astuta nell’ottenere ciò che voleva, però questa costante ricerca del di più e il non riuscire a dedicarsi mai totalmente ad una sola persona io la vedo proprio come uno stato d’animo malato…e come il desiderio di essere sempre la prima, sempre ammirata e sempre più di tutte. Come fai a vivere bene così? Forse ci si nasce…non le invidio per nulla!
La
08 lug 2008 - 17:27 - #7Non la invidio assolutamente neanch’io!…però anche al giorno d’oggi esistono donne che si credono di essere le uniche e le migliori dell’universo e pensano che tutto a loro sia dovuto…in maniera più dimessa e leggermente modificata si possono definire degne eredi di Messalina!
Anch’io condivido che un atteggiamento simile può essere solo definito patologico, ed è agli antipodi dell’amore. Se ami veramente qualcuno esiste solo lui, se passi la vita a saltare da un letto all’altro o non sei innamorata o sei ninfomane e comunque profondamente triste, sola e infelice!
Sirenett@
24 dic 2008 - 00:47 - #8Ho letto da poco una biografia di Messalina e vi posso dire una cosa? La storia con questa donna a mio modesto parere è stata troppo crudele. Sono d’accordo sul fatto che la sua condotta non sia stata esemplare, ma non la giudico, anzi provando a mettermi nei suoi panni ho capito che forse non posso dire che avrei fatto lo stesso ma… Insomma essere data in sposa a 16 anni nel fiore della bellezza ad un uomo di vent’anni più vecchio e brutto come una cambiale scaduta? Molto probabilmente avrei cercato anche io di essere amata e desiderata, ma solo per quello che ero e non per quello che rappresentavo proprio come lei, perchè se è vero che si prostituiva credo che il suo unico motivo sia stato questo.
enio calamante
02 gen 2009 - 12:43 - #9L’invenzione della vita romanzata di Messalina è frutto di quella letteratura commerciale e lasciva di tanti intellettualoidi di strapazzo il cui obiettivo è la pubblicità.
Vi sembra possibile che ad una (Messalina)si accosti non un visibilio di babbei , stupidi che non vedono e non si accorgono di niente? Ma via! Siamo al paradosso più becero e assurdo. Non creare mai solo fantasticando falsa cultura.