Il Washington Post provoca: donne più al sicuro dalle violenze se sposate

Tu quoque Washington Post a dire baggianate sulla violenza di genere? Secondo gli autori di un recente articolo le donne sono più al sicuro se sono sposate. Ne vogliamo parlare?

Feminist leaders and activists hold a pr

Più volte Pinkblog ha sostenuto che una delle cartine al tornasole del livello di civiltà di una società è il maggiore o minore tasso di violenza sulle donne. Allo stesso modo il livello di stupidità delle persone si può misurare saggiando cosa hanno da dire su questa tematica, gradino che spesso fa cadere anche chi non ci si aspetta. L'ultimo in ordine di tempo? Il blasonatissimo Washington Post nella persona di due suoi web editor che hanno lanciato la pietra: per limitare i casi di violenza di genere, le donne si devono sposare.

La cosa che fa realmente scuotere la testa è che l'articolo si pone al centro di uno strano lavoro di presa di coscienza del problema, cui segue il classico momento di riflessione e contrizione ed infine la migliore soluzione paventata. Una soluzione, manco a dirlo, più sciocca che mai visto che non tiene conto del fatto che la maggior parte dei casi di femminicidio avviene proprio per colpa di mariti e compagni "su di giri".

Ma è interessante capire come gli autori del post sono arrivati a partorire questa idea così "originale" (nel senso che fino ad ora nessuno aveva mai osato tanto), la quale, secondo noi farebbe ammutolire anche gli articolisti di Pontifex. L'articolo inizia prendendo in esame dei dati riportati da Sarah Kliff su Vox, i risultati di un sondaggio nazionale che fissa al 51,9% la percentuale di donne che almeno una volta nella vita ha subito una qualche forma di violenza fisica.

Ma ecco che arriva il seguito. Da altri dati e cioè quelli derivanti dal Quarto Studio sull'incidenza di Violenze e Abbandono di minori (NIS–4), risulta che i bambini hanno maggiori probabilità di essere vittime di abusi, quando non vivono in una casa con il padre sposato. E ancora hanno più probabilità di essere vittime di abusi quando vivono in un nucleo familiare in cui è presente il convivente della mamma senza che ci sia il legame matrimoniale.

Già qui ci sarebbe molto da dire, visto che è abbastanza evidente la forzatura di voler inserire dei dati che non riguardano strettamente la tematica. Ma ovviamente si va oltre, prendendo stavolta in esame uno studio del Dipartimento di Giustizia che indica come le donne sposate hanno meno probabilità di essere vittime di qualunque forma di abuso o violenza rispetto alle non ammogliate. Come se il matrimonio fosse un vaccino contro certe sciagure.

Ovviamente il bello (o il brutto) sta nelle considerazioni finali di tutta questa montagna di numeri. Infatti, secondo i signori W. Bradford Wilcox E Robin Fretwell Wilson, autori dell'articolo del Washington Post, quello che davvero dona alle donne questo scudo di invincibilità contro la violenza è il fatto che il matrimonio è foriero di stabilità, fa loro mettete la testa a posto, le rende più fedeli e le fa anche impegnare di più a soddisfare il partner. In risposta il marito perde ogni ragione per essere violento.

Insomma, una quadratura del cerchio così ben congegnata non si vedeva da quando il buon Ferdinand von Lindemann pubblicò la dimostrazione della trascendenza di pi greco! Inutile dire che le polemiche all'articolo sono fioccate da ogni parte e continuano a fioccare beate. Anche se in questo caso la reazione spontanea prima ancora della rabbia è una sonora caduta di braccia.

Anche perché tutta la costruzione basata sui dati, che evidentemente a qualcuno sembra solida, in verità non lo è affatto, visto che dà dei numeri ma poi non si pone il problema di identificare il campione preso in esame. Purtroppo gli esiti di molte ricerche sono falsati proprio dalla scelta degli esaminati, ma soprattutto se si parla di sondaggi ci sono anche tante altre variabili da considerare. Non ultima quella che chi risponde potrebbe non dire la verità per indolenza, vergogna o paura.

Ora, volendo anche ipotizzare che in America la situazione legata a matrimonio, coppie e tasso di violenza sulle donne sia un mondo a se, ci viene anche da dire che non ci appare comunque solida l'equazione delle donne sposate più al sicuro di quelle nubili. Anzi, viene solo da pensare che il matrimonio perfetto delle ricerche statistiche sia solo una conseguenza di un già stabile rapporto fra i partner.

In fondo trovatela la donna che convola a giuste nozze se sa che il suo lui è molesto! Poi, diciamo pure che in Italia i dati sarebbero completamente rovesciati, in quanto la cronaca racconta una realtà diversa, in cui spesso sono proprio le mogli a patire gli abusi dei loro mariti non proprio d'oro fra le quattro mura domestiche. Segno che la correlazione fra matrimonio e vita serena non è proprio così stretta come il WP vuole far credere. O almeno non a livello universale.

Che poi, a voler ben guardare, siamo proprio certi che in America le cose siano così diverse rispetto a qui? Sappiamo bene che una delle piaghe meno curabili del problema delle violenze è il sommerso. Le donne sono brave a nascondere per proteggere l'uomo che amano nonostante tutto o per evitare i pregiudizi della gente. Quanti casi di femminicidio sono stati fulmini a ciel sereno perché nessuno si aspettava che la Famiglia del Mulino Bianco nascondesse nella dispensa non dolci biscotti ma scheletri?

E di cose se ne potrebbero dire tante ancora. Ma preferiamo non dilungarci ulteriormente e ci stoppiamo qui, con la speranza di non dover commentare tanto presto un'altra perla di saggezza di questa risma. A questo punto però tanto meglio mutuare le indicazioni di Miss America: anche verbalmente impariamo a difenderci!

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