Meriam arrestata in Sudan di nuovo per un documento irregolare

Dopo la liberazione di ieri, Meriam è stata nuovamente fermata: stavolta la causa sembra essere un documento falso.

È durata poco la libertà di Meriam Yahia Ibrahim Ishag. È stata infatti nuovamente arrestata a causa di un documento irregolare, nel quale era scritto che la donna era cittadina del Sud Sudan. La giovane è stata fermata, in compagnia del marito (originario del Sudan ma cittadino americano) e dei figli, all'aeroporto di Khartoum dai servizi segreti sudanesi. La Bbc sostiene che siano stati impiegati ben 40 agenti per l’arresto, mentre da Antonella Napoli, presidente della ong Italians for Darfur, giunge la notizia che Meriam sarà presto rilasciata e partirà per gli Stati Uniti solo quando avrà i documenti in regola per l’espatrio.

Libera in Sudan dopo la condanna a morte per apostasia

Ci sono ottime notizie per Meriam Yahia Ibrahim Ishag, la donna di 27 anni imprigionata per essersi rifiutata di convertirsi all’islam. È finalmente libera. La sua storia può, in alcune parti del mondo, sembrare quasi banale e invece, Meriam è diventata un simbolo di forza e di libertà. I giudici sudanesi l’avevano condannata per apostasia: lei figlia di un musulmano e di una cristiana ha deciso di seguire la religione della mamma e non quella del padre come prescrive il diritto islamico.

meriam

Questo il motivo della condanna. E non è tutto. Ha sposato un cristiano (un sud sudanese con cittadinanza americana), con tanto di abito bianco, andando contro nuovamente alla legge islamica che non prevede che una donna scelga un uomo che non sia musulmano. Per questo è stata invece dichiarata colpevole di adulterio. Finalmente il tribunale sudanese ha ordinato la liberazione.

Meriam in questi mesi di carcere è diventata mamma per la seconda volta: il 27 maggio è nata la sua secondagenita. Dopo il parto, il tribunale aveva decido di sospendere la pena di impiccagione per due anni, per darle il tempo di stare accanto alla piccola. Su questa storia è intervenuta anche la Commissione nazionale per i Diritti umani sudanese confermando che la condanna a morte per apostasia era in contrasto con la Costituzione del Sudan, che è in questo senso molto liberale perché prevedere la scelta di culto per uomini e anche per donne.

Via | Corriere

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail