Papa Francesco accoglie Meriam libera: "Grazie per la tua fede"

Meriam ha finalmente lasciato il Sudan con la sua famiglia. La giovane donna condannata per apostasia è arrivata questa mattina in Italia con un volo di Stato e ha fatto visita a Papa Francesco

Per Meriam finalmente è finita, è libera e al sicuro. La giovanissima ragazza cristiana condannata a morte e torturata in Sudan perché si è rifiutata di convertirsi all’Islam è arrivata in Italia, a Roma, su un volo della presidenza del Consiglio. La ragazza è accompagnata dalla sua famiglia e dal viceministro agli esteri Lapo Pistelli, che si è occupato della dolorosa vicenda.

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In mattinata Meriam, accompagnata dal marito e dai figli, ha fatto visita a Papa Francesco, nella Casa Santa Marta. Nel corso dell'incontro durato circa mezz'ora - ha detto il portavoce vaticano padre Federico Lombardi - il Papa l'ha ringraziata per la sua testimonianza di fede e la sua "costanza".

Meriam da Papa Francesco
Meriam da Papa Francesco
Meriam da Papa Francesco
Meriam da Papa Francesco
Meriam da Papa Francesco
Meriam da Papa Francesco
Meriam da Papa Francesco
Meriam da Papa Francesco

Foto | News.Va Italiano su Facebook

Giorno di festa: Meriam è in Italia con la sua famiglia, finalmente lontana dal Sudan

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Il volo di Stato con a bordo la giovane sudanese e la sua famiglia è partito questa notte ed è atterrato meno di un'ora fa a Roma. Il Governo italiano si è dimostrato molto sensibile nei confronti di Meriam: Matteo Renzi aveva parlato della situazione della donna anche nel suo discorso di inaugurazione del semestre europeo a Strasburgo. Aveva citato anche le ragazze nigeriane sequestrate da Boko Haram, altra piaga sociale per l’Africa:

"Se non c'è una reazione europea non possiamo sentirci degni di chiamarci Europa".

Meriam è nata da una mamma cristiana e da un padre musulmano, e aveva scelto di seguire la fede della mamma. Per la Sharia si è trattato di un’offesa, perché la religione deve essere tramandata di diritto dalla linea paterna. La seconda accusa riguarda l’adulterio: ha sposato un uomo originario del Sudan, cittadino americano e cristiano. Il matrimonio tra fedi diverse non può essere riconosciuto.

Il caso di questa donna ha davvero toccato il cuore di tutti. Si è mobilitato il mondo intero, con campagne stampa, pressioni internazionali per questa ragazza condannata a morte e costretta a partorire in catene la sua seconda bambina. I governi internazionali e le Ong hanno raccolto firme e sollecitato il Sudan a liberarla.

Meriam è di nuovo libera, attende i documenti per il rimpatrio

L’incubo di Meriam forse è quasi finito. Si apprende dalla pagina Facebook di Italians for Darfur, che la giovane donna di 27 anni è stata nuovamente liberata. La storia di Meriam Yahia Ibrahim Ishag è controversa. Dopo essere stata imprigionata e condonnata a morte in Sudan per essersi voluta convertire alla religione islamica (è cristiana come sua mamma), è stata prosciolta da ogni accusa proprio a inizio settimana. Martedì, in aeroporto con il marito e i due figli piccoli (uno è nato in galera) stava cercando di tornare in galera, ma è stata arrestata.

L’accusa è quella di aver esibito un documento irregolare, ma l’arresto è stato davvero molto sospetto perché a fermarla sono stati 50 uomini dei servizi segreti sudanesi. Il marito non l’ha lasciata mai sola e ha affatto appello anche all’Italia per la liberazione della moglie. Antonella Napoli sostiene che ora sia solo in attesa dei documenti di viaggio, che la riporteranno negli Usa, il Paese adottivo del marito. Questo quanto ha scritto su Facebook:

La donna sudanese di religione cristiana scarcerata lunedì dopo essere stata condannata a morte per apostasia e nuovamente fermata e trattenuta all'aeroporto di Khartoum mentre tentava di lasciare il Paese con il marito Daniel Wani e i due figli, è stata trasferita in un luogo sicuro dagli stessi servizi segreti che l'avevano bloccata e sottoposta a un lungo interrogatorio. Anche il dipartimento di Stato Usa ha assicurato che le autorità dopo aver sentito Meriam per diverse ore per questioni legate ai loro documenti l’hanno lasciata andare perché non era formalmente in arresto. Sulla vicenda sono intervenute anche altre rappresentanze diplomatiche, tra cui quella italiana che è intervenuta subito dopo il fermo per accertare cosa fosse avvenuto e per velocizzare il suo rilascio.

Meriam da Papa Francesco

Meriam da Papa Francesco

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