Quando vedersi brutte è una malattia

Proprio mentre - come ogni donna - ero preda dei soliti isterismi mensili riguardo il mio aspetto fisico, ecco che leggo quest'articolo e improvvisamente mi sento un'idiota. Esiste al mondo una persona, anzi ne esistono molte a quanto pare, che realmente quando si guarda vede un cesso, anzi un mostro. Un disturbo psichiatrico, fino ad oggi a me sconosciuto, il disturbo di dismorfismo corporeo o dismorfofobia, porta chi ne soffre a vedersi un mostro, enfatizzando difetti già presenti, o addirittura inventandoseli di sana pianta, e condizionando così tutta l'esistenza.

Danielle Nulty, una ragazza inglese di 26 anni, vive costantemente l'incubo di sentirsi intrappolata dentro un corpo orrendo, un volto da vecchia solcato da mille rughe, quando ironia della sorte è esattamente il contrario. E' chiaro che stiamo parlando di una vera e propria malattia mentale, di una nevrosi, spesso associata ad altre forme di disturbi psichiatrici, quali anoressia e bulimia. Una bella, alta e slanciata ragazza bionda, che sarebbe invidiata da qualunque donna e invece si sente un brutto anatroccolo mentre invece è un cigno.

Nessuna (o quasi) di noi è costantemente soddisfatta del proprio aspetto fisico; ci sono quei giorni in cui ti senti un disastro: piccole rughette d'espressione, un chiletto in più sui fianchi, quel brufolo spuntato proprio oggi, i capelli stopposi, la pelle lucida, le smagliature, insomma, non siamo mai contente. Se ci arriva un complimento siamo subito pronte a smontarlo in mille pezzi analizzandone i secondi ,terzi e quarti fini. Non ci sta bene niente e ci sentiamo inguardabili mentre il resto del mondo ci sembra meglio di noi.

Ma sono momenti; poi tutto passa. Si rientra nei ranghi, ci si accetta coi propri difetti, si ridimensiona e si realizza che il mondo là fuori non è composto da super modelle e da dive da copertina. Ma non se si soffre di dismorforfobia. Chi ne è affetto vede la propria immagine riflessa allo specchio totalmente deformata, inacettabile per i canoni della bellezza odierna. Alle volte questo male può essere l'anticamera di anoressia e bulimia.

So che sembrerà l'ennesima fiera delle banalità, ma forse sarebbe veramente il caso di fermarsi a riflettere un attimo sulle cieche e folli dinamiche sociali innescate dalla promozione di modelli di bellezza al limite dell'assurdo. Magre ma piene di curve, tiratissime, alte, super sorridenti, super pettinate, sode e senza la famigerata cellulite. La donna ideale per moltissime di noi è un insieme di canoni irraggiungibili se non a costo di sacrifici immensi, e chi lo sa cosa si scatena nella mente umana quando fa decidere di non mangiare più, quando ci fa vedere grasse allo specchio quando pesiamo 30 chili o piene di rughe quando siamo lisce come petali di rosa...

Non a caso i medici che si occupano di questo genere di patologia, ammettono che negli ultimi anni essa si stia diffondendo sempre più, proprio a causa - probabilmente - dell'enorme importanza attribuita all'aspetto esteriore dalla società in cui viviamo. Se non sei bella/o sei fuori: questo il messaggio che passa. E voi? Quanto vi sentite influenzati da questi stereotipi? Quanto vi sentite bene con voi stesse/i? Io personalmente ora mi sento molto meglio...e attenderò che le rughe appaiano sul mio volto: significherà aver vissuto!

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