Perché la Convenzione di Istanbul non è la soluzione alla violenza sulle donne

La Convenzione di Istanbul è un passo importante per superare la violenza sulle donne, ma è sufficiente?

La Convenzione di Istanbul è un successo per l’Italia e per l’Europa intera, arriva però nel nostro Paese dopo tre anni. Tre anni. È stata adotta a Istanbul nel 2011, mentre la nostra Italia l’ha votata nel giugno 2013 e dopo 13 mesi è entrata in vigore. I dati, seppur parziali, sulla violenza sulle donne li conosciamo bene e sono davvero preoccupanti: oltre 100 donne ogni anno vengono uccise per mano di un uomo (nel 90 percento dei casi tra le mura di casa). Il concetto di urgenza sfugge alla burocrazia nostrana.

violenza donne istanbul

Questo nuovo strumento ha il compito di prevenire, proteggere e punire tutti i gesti di violenza. Sarà davvero efficace? Una Legge cambia lo status delle cose? Nel nostro Paese esiste prima di tutto un problema culturale: la discriminazione di genere c’è, è forte e non sono bastate le lotte femministe degli ultimi 40 anni a superarle. La Convenzione può essere veramente efficace solo riuscendo a superare la discriminazione contro le donne. La domanda che ci dobbiamo porre è la seguente. Siamo sufficientemente maturi per questo passaggio?

Non è tutto. Il testo approvato dall’Italia è debole in termini di strumenti di prevenzione e di protezione. Nella versione nostrana si dà soprattutto enfasi all’aspetto punitivo. Non è purtroppo la punizione che educa, perché si presume che solo dopo l’episodio ci sia un percorso di recupero. Quando si parla di cambiamento culturale, s’intende anche questo: educare è la prima forma di prevenzione.

La violenza sulle donne esiste da sempre e, mi rammarica dirlo, non sarà una Convenzione – seppur importantissima – a mettere la parola stop al problema, almeno non a breve termine. Bisogna iniziare dal basso, dalle famiglie, dal modo in cui vengono cresciuti i nostri figli, dalle relazioni di coppia. E poi è necessario creare una rete di assistenza alla donna forte e affidabile. Ci sono già tantissime associazioni, ma i fondi sono pochi e il lavoro e la dedizione dei volontari non può essere l’unica risorsa.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail