Oggi ha 85 anni ed è una leggenda vivente. La pelle levigata, gli occhi blu profondo, la chioma corvina, il sorriso innocente e l’aria di ragazza della porta accanto sono stati i suoi marchi di fabbrica e, allo stesso tempo, una combinazione fascinosa esplosiva. Bettie Page, simpatica e capricciosa, timida e audace, semplice e sofisticata, è stata la musa ispiratrice di moltissimi fotografi degli anni ’50 e ’60.
Nasce il 22 aprile del 1923 a Nashville (Tennessee). In seguito al divorzio dei genitori, all’età di 10 anni e insieme alle sorelle viene affidata ad un orfanotrofio, dove rimase per circa un anno. Nelle stelle qualcosa era scritto: nell’avversità il loro gioco preferito era imitare le star del cinema. Molto presto entra in una comunità, e lì impara a cucinare, leggere, scrivere e cucire, abilità questa che ritroverà in futuro come sua alleata.
Durante gli anni del liceo si rivela validissima studentessa. Oltre alle molte soddisfazioni negli studi, Bettie è membro e direttore del circolo di teatro drammatico, tesoriere del circolo studentesco e co-editore del giornale e dell’annuario scolastico. Si iscrive al Peobody College con l’intenzione di diventare un’insegnante, ma nel contempo studia arte drammatica e sogna di diventare un’attrice del cinema. E’ in questo modo che trova anche il suo primo lavoro: battere il manoscritto dell’autore Alfred Leland Crabb. Si laurea in Arte nel 1943, e nello stesso anno sposa Billy Neal con cui si trasferisce a San Francisco, dove trova il suo primo lavoro come modella per una pellicceria. Negli anni seguenti Bettie viaggia molto e lavora anche ad Haiti, innamorandosi di quella cultura. Divorzia da Billy nel 1947 e si trasferisce a New York, dove si mantenne lavorando come segretaria mentre cercava un lavoro come attrice.
La svolta arriva nel 1950. Durante una passeggiata a Connie Island incontra Jerry Tibbs, un ufficiale di polizia con l’hobby della fotografia. Insieme producono il suo primo portfolio da Pin-Up. Tibbs è il suo razzo propulsore. Le presenta altri fotografi, tra cui Cass Carr. In pochi mesi la sua carriera di modella decolla. Posa per riviste come “Wink”, “Eyefull”, “Titter” e “Beauty Parade”, ma diventa una vera e propria star solo dopo le foto pubblicate di Robert Harrison. Nel 1952, grazie alla sua apparizione su riviste a tiratura nazionale, Irving Klaw la cerca per il suo “Movie Star News”, unico e famosissimo catalogo di Pin-Up, con ambientazioni inerenti il bondage, il sadomaso o il fetish. E Bettie ne incarna il prototipo: abiti in gomma e PVC, in pelle nera lucida, tacchi e stivali con tacchi da capogiro, lingerie, corde, fruste e frustini. La dea della scena hot dell’epoca compare in oltre 2000 fotografie e dozzine di cortometraggi.
Il 1955 è l’anno della sua consacrazione: vince il titolo di “Miss Pin-Up Girl of the World”, e nel gennaio dello stesso anno appare sulle pagine centrali di “Playboy”. Viene definita “La ragazza dal corpo perfetto” e le sue foto appaiono letteralmente dovunque, dalle copertine dei dischi alle carte da gioco. Nel 1957, quando si trasferisce in Florida, Bettie è all’apice della carriera. Tuttavia, proprio in quel periodo, la campagna moralista del senatore Estes Kefauver costringe Irving Klaw a distruggere gran parte della sua produzione, additata come “pornografica”, e cita in giudizio anche la regina delle Pin-Up, stroncando la sua carriera come attrice e modella. Il 26 novembre 1958 si risposa con Armand Walterson, e lo stesso anno segna la scomparsa di Bettie dalla scena pubblica.
I mass media, attirati dalla sua misteriosa eclisse, lanciano una campagna di ricerca. Artisti contemporanei come Olivia, Dave Stevens e Robert Blue immortalano il loro idolo in fantastiche opere d’arte. Negli anni seguenti la sua figura viene ripresa da importanti illustratori, erotici e non, che ne rilanciano l’immagine, mentre collezionisti pagano a peso d’oro le sue fotografie originali. Nel 1963 divorzia da Armand. La stessa sorte toccherà anche al suo terzo marito, Harry Lear.
La ragazza “con una chioma nera come la notte e un sorriso brioso come il giorno”, icona di bellezza e femminilità, risplendeva con una freschezza mai vista nel mondo della moda. Bettie Page è stata la protagonista di molte delle più belle foto mai apparse sulle copertine di centinaia di riviste in tutto il mondo.
cippa.lippa
09 ago 2008 - 10:02 - #1Donne! Guardate e imparate! ;)
anonima-mente
09 ago 2008 - 15:32 - #2Grazie per il bellissimo post!
Anche se fa già molto caldo, per Bettie si suda sempre più che volentieri.
Ho letto molto sul suo “ritrovamento”, sul fatto che (così dice la leggenda) abbia ricevuto una “conversione” e via discorrendo.
A me interessa solo com’era e so solo che era veramente unica e non solo per l’anatomia.
Oggi come oggi, ci sono concorsi e imitatrici, ma la verità è che la vera malizia che sapeva esprimere quella donna, è un valore perduto per sempre.
L’unica che le somiglia vagamente, ai nostri giorni, è Dita Von Teese (che personalmente, avrei visto meglio, come interprete del film “The notorious Bettie”) ma ripeto… altri tempi, altro spirito, altro tutto.
Sogno di incontrarne un’altra, di Bettie, chissà che le Stelle di San Lorenzo non mi ascoltino!
E ora, visto che son stati rotti gli indugi, mi aspetto anche un post su “Caruska”.
Come sarebbe, chi è?!?
Gugla e ti sarà rivelato… :-)
@Cippa-Lippa: c’ha poco da imparare, la gioventù di oggi, da Bettie: Bettie ci si nasce, lo si è in fondo all’anima, non ci si può diventare (ahime’…)!
AkiraZhong
09 ago 2008 - 16:06 - #3Leggendo la sua biografia ho subito pensato che fosse una donna molto intelligente e ironica. Guardando decine e decine di sue foto - stravaganti, bizzarre, osé, curiose e chi più ne ha più ne metta per l’epoca - una in particolare mi ha colpito e fatto ricordare quelle sensazioni che ho avuto solo leggendo: prima fila, prima foto sulla destra. Capelli raccolti, viso pulito e luminoso, semplicemente vestita con aria serena e spontanea.
@nonima-mente, la starlette di cui parli mi sta sulle p****, perciò dico che ha in comune con lei solo i capelli corvini, gli occhi azzurri e la carnagione chiarissima. Non mi piacciono gli imitatori. Sono falsi d’autore, che per me si traduco in “seconda scelta”.
anonima-mente
09 ago 2008 - 16:35 - #4Sì, non è facile trovare parole adatte a definire il tipo di sensazione che trasmette il volto di Bettie e per come la vedo io, 99 volte su 100, non sono tanto le sue nudità a far lavorare la mia fantasia, quanto proprio le sue espressioni.
Come dire? Una specie di “Gioconda” del bizarre/fetish/SM/burlesque?
La signora, dopo esser stata ritrovata, non sapeva nulla di quanto fose stata sfruttata la sua immagine, negli ultimi quaranta anni, ma ciononostante, ha incaricato i suoi legali di stroncare qualunque ulteriore lucro su di sé.
Che io sappia, non ci sono foto che la ritraggono ora, eppure, mi piacerebbe poterla guardare negli occhi anche adesso…
Quanto alla “starlette”, non volevo fare paragoni, figuriamoci, ma anche quella signora, a modo suo, è un altro pezzo importante di storia del fetish ed è stata senza dubbio la musa per eccellenza di Elmer Batters, un altro grandissimo, insieme ad Irving Klaw.
Tra l’altro, mentre Bettie ha “interpretato” di tutto e di più, Caruska, attraverso gli obiettivi di Batters, si specializzò nel valorizzare le sue gambe, che oggi, probabilmente, sarebbero considerate demodé dai più e invece magari a trovarne un paio, così!