Fedeli si nasce, non si diventa

Settembre inizia con questa nuova ricerca svedese, che rischia forse di fornire delle valide scuse a tutti gli impenitenti fedifraghi che se la spassano allegramente al di fuori dell'alcova nuziale. Ma chi siamo noi per non dare il giusto risalto agli autorevoli risultati di uno studio scientifico con tutti i crismi? Pare infatti che esista una relazione provata tra attitudine alla fedeltà coniugale e presenza o assenza di alcuni geni nel DNA. Fedeli più per ereditarietà che per amore quindi?

Meglio andarci cauti, anche perchè la maggior parte degli esperimenti condotti fino ad ora sono stati portati avanti sull'arvicola, una specie di roditore, e per quanto io rispetti i roditori non sono così certa che essi abbiano lo stesso modo di intendere la fedeltà degli uomini.

Nei simpatici topolini la scarsa presenza di alcune versioni del recettore della vasopressina, un ormone che svolge delle funzioni fondamentali nel corpo umano, quali la regolazione dei liquidi e della pressione arteriosa, fa si che essi rimangano fedeli alla loro compagna e sviluppino una certa aggressività verso chiunque tenti di introdursi nel proprio territorio familiare.

Vi starete chiedendo che cosa abbiano mai da spartire tra loro uomo e topo...più di quanto si creda. Gli scienziati hanno infatti preso in considerazione 2186 maschi adulti (solo maschi poichè pare che questo ormone sia molto più presente nel cervello maschile). Dopodichè è stato osservato che coloro che avevano una particolare versione di questo ormone, ossia la 334, erano individui poco propensi a stabilire e mantenere solidi legami di coppia, ma erano per lo più single o persone con alle spalle una vita sentimentale travagliata e fallimentare.

Che siate uomini o topi dunque state in guardia: l'insidia del tradimento pare sia scritta nel DNA!

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