La cavalleria esiste ancora?

La riflessione che mi ha spinto a scrivere il post odierno gironzola tra i vuoti d'aria della mia mente da un pò di tempo, e nasce da molti comportamenti che ho modo di osservare ogni giorno. Tuttavia la molla che ha scatenato in me l'impulso a tediarvi con queste righe è stata la lettura di alcune dichiarazioni rese dal candidato democratico alla presidenza degli Stati Uniti Barak Obama, il quale ha replicato agli attacchi del rivale repubblicano e della sua vice, Sarah Palin, paragonando le promesse di cambiamento di John McCain e Sarah Palin al voler «mettere il rossetto a un maiale».

Ora, dal momento che la stessa Palin poco tempo fa aveva dichiarato di ritenere che l'unica differenza tra un pittbull e lei stessa è per l'appunto il rossetto (complimenti alla signora)...beh i sospetti maligni invadono la nostra mente. Probabilmente insultare la rivale non era ciò che il buon Obama intendeva, tuttavia mi servirò delle sue parole come punto di partenza per analizzare la situazione generale che, come quella della sorella del nostro Adriano nazionale, non è buona.

Mi rendo conto che probabilmente l'ultimo contesto in cui possiamo sperare di incontrare un pò di cavalleria è quello politico, tuttavia proprio perchè specchio della società in cui viviamo è piuttosto significativo notare come il livello di confronto e discussione politica, sia in Italia che all'estero, sia scaduta a livelli talvolta davvero infimi, senza la minima considerazione di chi ci si trova davanti, sia donna o uomo. Colpi bassi, scorrettezze, sgambetti, tutto è lecito, tutto è incoraggiato. Va bene che per una poltrona ci si venderebbe la propria madre, ma ogni tanto credo non guasterebbe fare un ripassino di buona educazione e di civiltà.

E se pensiamo a quello che si vede nella società tutti i giorni non c'è da stare tanto allegri. Nessuna gentilezza o delicatezza verso le donne ma anzi. A quante di voi non è mai capitato di vedersi soffiare il posto in metro da un baldo giovanotto che si mette a correre pur di sedersi prima di voi, o di dovervi appiccicare al muro per lasciare spazio nell'angusta vietta al frettolosissimo signore che sbraita al cellulare e non ci pensa minimanente a lasciarvi passare per prime? O a quello che vi viene addosso con tutti i suoi chili per strada senza nemmeno chiedervi scusa? Oppure ancora a quello che vi passa avanti nella fila al bar, al market, alle poste? Insomma, altro che cavalleria, qui non è rimasto più nemmeno un ronzino!

Ciò che continuo a chiedermi è se questa citata cavalleria, o galanteria, chiamatela come volete, ha ancora senso di esistere. In fin dei conti noi donne siamo le prime a pretendere alle volte l'uovo e la gallina. Vogliamo parità di trattamento, vogliamo sfidare i maschi in qualsiasi campo, pretendiamo di non essere più giudicate come il sesso debole salvo poi aspettarci quelle piccole accortezze che derivano proprio da una diversa valuazione dell'universo femminile.

I gentiluomini sono forse un pezzo da repertorio ormai, ma è pur vero che anche le dolci pulzelle sono quasi dei fossili da museo. Alle volte ci comportiamo come dei terribili maschiacci. E così accade che quando invece ci sentiamo tanto romantiche e remissive ci troviamo di fronte a degli egoisti narcisi che ci fanno sentire più dei loro commilitoni che delle principessine come vorremmo. Forse che in fondo in fondo ce la siamo cercata? Un mio amico tempo fà, alla mia domanda su dove fossero finiti gli uomini di una volta, rispose che si erano persi a cercare le donne di un tempo...

  • shares
  • Mail