Pochi soldi e zero carriera? Chi è causa del suo male smetta di piangersi addosso


Basta dire che siamo svantaggiate rispetto agli uomini: se il nostro stipendio è troppo basso è solo colpa nostra. Almeno, così la pensa Helen Lorenzon, manager alle risorse umane dell’esclusivo Epping Club di Sydney. Lo racconta il sito australiano News.com.au. Dopo 15 anni in questo ambito si è fatta un’idea di dove sbagliamo noi donne: non sappiamo imporci, non abbiamo abbastanza fiducia in noi stesse, non siamo in grado di mettere sul tavolo le nostre competenze e i meriti. Insomma, non sappiamo chiedere di più, quindi non lo otteniamo. Manca solo che Helen dica che ci sta bene.

Se un uomo chiede un aumento e non lo ottiene se ne fa una ragione, al massimo torna alla carica. Invece una donna si lagna con chiunque sia dotato di orecchie, scatenando un effetto a catena di demoralizzazione. Inoltre un uomo si arma dei dati oggettivi con cui supportare la propria richiesta di aumento. Invece una donna non ha la stessa sicurezza e non si prepara al processo di negoziazione, convinta che il loro superiore si accorgerà da solo del suo valore.

E la posizione di Anna McPhee, a capo dell’Agenzia per le Pari Opportunità australiana, se possibile è anche più pessimista: più le donne la menano con le proprie doti e si impuntano sui riconoscimenti che meritano, meno li otterranno; “Allo stesso tempo se si comportano da donne e non fanno richieste, non vengono considerate”. Non c’è modo di uscirne vincitrici.

Sono posizioni dure, però pensate a voi e alle vostre amiche: quante di noi si fanno in quattro sperando che il capo abbia un’illuminazione e si decida a premiare tanta abnegazione? E aspettiamo. E non diciamo niente perché poi passiamo per stronze e non è bello. E vorremmo essere stronze, e sarebbe bello eccome, perché significherebbe farci rispettare. E se qualcuna alza la testa, che ottenga o meno quello che vuole, viene considerata automaticamente una stronza. Mentre un uomo che fa lo stesso è solo uno che si impegna a fare carriera.

E intanto ci lamentiamo. Su quello, in effetti, siamo bravissime.

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