Parità di genere, l'assurda conquista delle donne dell'Isis

Non c’è distinzione di genere tra i soldati dell’Isis ed è forse anche questo che affascina tanto le ragazze occidentali, che lasciano il loro Paese per sposare una causa apparentemente lontana.

Negli stati islamici la donna vive una condizione di inferiorità rispetto all’uomo. Fa parte della cultura e della tradizione, m non è sempre così. Le donne combattenti, che sposano la causa della jihad e che soprattutto decidono di lottare armate, sono veri e propri soldati, esattamente al pari di tutti gli altri uomini. È qui che esiste una vera parità di genere.

Può sembrare un’assurdità. Ci sono Paesi in cui la donna non può guidare, non può uscire se non accompagnata dal marito, non può scegliere chi amare e sposare e non ha neanche diritti legali sui propri figli, perché sono “proprietà” del padre.

TURKEY-SYRIA-IRAQ-US-CONFLICT

In questo momento storico, l’Isis è l’organizzazione che più spaventa l’Occidente e che identifichiamo come il volto cattivo dell’Islam, eppure all’interno dello Stato Islamico uomini e donne sono uguali, quando impugnano un’arma. Paolo Maggiolini, ricercatore dell’Istituto per gli studi di politica internazionale ed esperto di terrorismo, a IlFattoQuotidiano.it, ha raccontato:

Quello del ruolo delle donne nelle organizzazioni è un dibattito che va avanti da tempo e che ha visto Isis prendere posizione: dal momento in cui fai parte dell’organizzazione, che tu sia uomo o donna, devi essere pronto a svolgere compiti e ricoprire ruoli al pari di tutti gli altri membri, senza che vi sia una netta distinzione di genere.

Ci sono poi delle organizzazioni, come i Taliban o Al Qaeda, che non prevedono la presenza delle donne in ruoli attivi, ma solo come supporto all’attività. L’Isis è diverso, soprattutto per il flusso di foreign fighters diretti in Siria e Iraq e sono diverse le ragazze occidentali che hanno scelto di mollare tutto, per arruolarsi.


? difficile dire, in realtà, quali compiti queste ragazze svolgeranno. Certo è che, almeno nei proclami, non vi è alcuna differenza tra una jihadista irachena e una australiana. Una volta che decidono di abbandonare quella che fino a quel momento è stata la loro vita per il jihad sono considerate al pari di tutti gli altri membri dell’organizzazione.

Via | IlFattoquotidiano

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail