Dopo l'attentato, taglia il traguardo di Boston senza una gamba ma con tanta determinazione

Nel 2013 durante l'attentato alla maratona di Boston aveva perso una gamba, 2014 è tornata sulla sedie a rotelle quest'anno Rebekah Gregory è tornata a correre grazie ad una protesi

"I have fought the good fight, I have finished the race, I have kept the faith."2 Timothy 4:7

Posted by Rebekah Gregory DiMartino's New Day New Hope on Lunedì 20 aprile 2015

Rebekah Gregory è una ragazza determinata e coraggiosa che durante la maratona di Boston del 2013 è stata vittima dell’attentato, è sopravvissuta ma ha perso una gamba. Rebekah ha reagito con forza e già l’anno scorso è tornata in pista ed ha partecipato alla maratona di Boston sulla sedia a rotelle. Sei mesi fa questa mamma texana ha preso una decisione molto coraggiosa, si è fatta amputare l'arto sinistro per poter usare le protesi e tornare a camminare e a correre. Pochi giorni fa ha corso la maratona di Boston sulle sue gambe ed ha tagliato il traguardo, esattamente come due anni fa.

Durante l’attentato del 2013 Rebekah Gregory aveva appena tagliato il traguardo, stava abbracciando il marito e il figlio quando è stata colpita da una delle bombe. Non ha perso la vita ma la sua esistenza, come quella di tanti altri giovani sportivi, è stata segnata per sempre, Rebekah Gregory è stata brava a reagire sin da subito e a trovare il coraggio di fare delle scelte difficili, ma certe ferite non si rimarginano, non si possono rimarginare.

This is the day....I take my life back.

Posted by Rebekah Gregory DiMartino's New Day New Hope on Lunedì 20 aprile 2015

Rebekah Gregory è arrivata al traguardo e si è inginocchiata, un’emozione incredibile che le ha dato la giusta carica per ricominciare proprio dalla maratona di Boston, seguita dal suo allenatore, amputato anche lui e che dunque ha saputo (e saprà) aiutarla e guidarla nel modo più giusto.

Rebekah Gregory ha dichiarato:

“Poter di nuovo attraversare quello stesso punto in cui ho perso tutto e farlo da vincente mi ha emozionata profondamente, per questo motivo sono caduta in ginocchio è stato come dimostrare a me stessa che la mia vita non è distrutta. Questo è solo l'inizio di molti altri chilometri ancora”.

Dovremmo prendere tutti esempio da donne come Rebekah.

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