La corte di Cassazione sancisce il diritto delle donne di dare ai figli il cognome materno

Da ora in poi non sarà più obbligatorio mettere ai figli il cognome paterno, ma sarà una libera scelta dei genitori se usare il cognome paterno o quello materno. In un paese tradizionalista come il nostro la "rivoluzione del patronimico" arriva dai giudici della corte di Cassazione.

Nonostante l'approvazione del Trattato di Lisbona lo scorso 13 dicembre 2007, dove si afferma, tra le altre cose, il diritto al rispetto della vita privata e familiare e la parità tra uomini e donne, nonchè ogni discriminazione fondata sul sesso, l'Italia - come al solito - arrancava sull'adeguarsi alla normativa europea.

Da oggi con l'ordinanza 23934 la Corte di Cassazione fa rinvio direttamente alla ratifica del trattato di Lisbona. Nell'ordinanza era stato valutato il caso di due genitori che, in totale accordo, chiedono di attribuire al proprio figlio il cognome della madre al posto di quello del padre scritto nell’atto di nascita.

Respinta la richiesta dal tribunale e dalla Corte d’appello di Milano, i giudici della Cassazione rispondono ricordando che oggi, dopo la ratifica del trattato di Lisbona «si dovrebbe aprire la strada all’applicazione diretta delle norme del trattato stesso e di quelle alle quali il trattato fa rinvio e, comunque, al controllo di costituzionalità che, anche nei rapporti tra diritto interno e diritto comunitario, non può essere escluso»

Un bel traguardo di parità per i genitori che potranno decidere quale dei due porterà avanti la tradizione del proprio cognome, fino ad oggi solo paterno.

Via | Ansa

Foto | Flickr

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