Sesso se vuoi il lavoro: cronaca di una proposta indecente

Io detesto le indagini a campione. Mi fanno sentire una nel mucchio, quando invece pretenderei di avere l'esclusiva di certe esperienze. Metti che stai camminando per strada e dal cielo ti piove un meteorite, tu racconti il fatto come un qualcosa che è capitato solo a te, poi apri il giornale e leggi che - secondo un'indagine - il 65% degli intervistati dichiara che, almeno una volta nella sua propria vita, è stato colpito da un meteorite.

Ok, l'esempio fa schifo, ma mi serviva solo per introdurre questa piccola storiella.Poche settimane fa ho fatto un colloquio di lavoro. Una buona opportunità, una di quelle che potrebbero spianarti la strada ad una felice ascesa dopo anni di grigiore. Contentissima, mi preparo alla grande. Vado lì, sicura del mio curriculum che non fa proprio schifo, delle esperienze che ho fatto e, ironia della sorte, della mia serietà come persona che si è sempre sudata tutto. Dopo mezz'ora di attesa mi trovo a parlare direttamente con il presidente della società. Era stato proprio lui a contattarmi telefonicamente per propormi il colloquio.

La sensazione iniziale è di avere di fronte una persona di certo dai modi garbati, che sa trattare con chiunque in ogni situazione, tuttavia una lieve sensazione di disagio si insinua strisciante. Sarà quello sguardo non troppo professionale, sarà quella stretta di mano che si prolunga più del necessario. Dandomi dentro di me della provinciale, sfodero il mio migliore sorriso ed entro...Dopo decine di colloqui di lavoro, i primi dieci minuti filano via come una recita scolastica, nella quale la parte imparata a memoria si sciorina, forse con poco sentimento ma con grande preparazione. Cosa so fare, cosa faccio, i miei studi, le mie esperienze lavorative, bla bla bla. Fino a lì tutto bene.

Dopo tocca al potenziale datore di lavoro spiegare nei dettagli in cosa consiste la posizione, descrivere l'azienda, e via di seguito. L'atmosfera cambia. Dopo le prime rapide spiegazioni tecniche dell'incarico, il "professionalissimo" presidente inizia a magnificare il suo yacht, le esperienze all'estero che la sua assistente potrebbe vivere lavorando con lui, gli incontri, le cene, insomma mi sembra di vedere un mucchio di soldi danzanti che sbrilluccicano davanti ai miei occhi per impressionarmi. Mi ricorda il venditore al banco del mercato che vanta la sua merce, nulla a che vedere con tutti gli altri colloqui avuti fino a quel momento, dove sei tu a cercare di mettere in risalto la tua professionalità, sperando che il tuo interlocutore ne rimanga colpito. Esattamente il contrario. Rimango disorientata e un vago senso di nausea inizia a pervadermi mentre realizzo che del lavoro non rimane più niente in quel colloquio.

Il viscidone inizia a parlare di feeling, dice che per lavorare bene insieme è necessario stabilire un ottimo feeling, e che lui lo aveva sentito subito tra di noi. Dice che lui cerca una persona con la mentalità aperta, che sappia capire bene ogni cosa a 360 gradi (si, so cosa state pensando, l'ho pensato anche io!), che sia una persona di mondo, cosmopolita e in grado di giocarsi tutto. Del resto io non sono "una ingenua ragazzina di 20 anni, ci siamo capiti no?", il tutto sottolineato da un sorriso ammiccante. Non gli interessano le ragazzine, vuole una donna che gli dia la propria totale, assoluta e incondizionata disponibilità. Se ancora potevo nutrire dei dubbi circa le vere intenzioni del soggetto, ecco che, a dissipare ogni interrogativo, il polipo mi prende le mani, mi guarda e si avvicina. A quel punto, peraltro trattenendomi dal ridere per la situazione ridicola che si era creata, mi scosto, dico che farò sapere e giro i tacchi lasciando la polvere dietro di me.

La rabbia è sopraggiunta poi, pensando ad una comunque ottima possibilità lavorativa che avrei voluto giocarmi alla pari, conquistandola con le mie forze e con quello che so fare, come sempre nella mia vita, invece che mercanteggiare alla stregua di una passeggiatrice della Salaria, seppure seduta in un divano in pelle anzichè in una panchina. Alla rabbia ora si somma l'amarezza, dopo aver letto questa inchiesta condotta da studenti.it, sul mercimonio sessuale che si svolge dietro le scrivanie durante i colloqui di lavoro. Degli intervistati pare che ben il 17% abbia ricevuto delle proposte indecenti nel corso di un colloquio di lavoro. E fin qui...la cosa che mi fa più pensare è che addirittura uno su due abbia accettato! Almeno così dichiarano. In tempi di crisi si sa, non si va a guardare tanto per il sottile, ma possibile che i giovani siano davvero così cinici e disposti a tutto? Voi cosa ne pensate? Vi è mai capitato di ricevere una proposta indecente in ambito lavorativo?

  • shares
  • Mail