Carfagna vs Guzzanti e i diversi modi di intendere la dignità femminile

Era da un pò troppo tempo che non dedicavo le mie attenzioni alla nostra amata Ministra Mara Carfagna. L'ho trascurata e me ne dolgo. Ma ora sono pronta a porre rimedio. E il motivo me lo fornisce proprio lei. E' notizia del giorno infatti che il 7 ottobre scorso, il Ministro per le Pari Opportunità abbia citato in giudizio l'attrice Sabina Guzzanti, chiedendole un milione di euro di danni in seguito alle parole pronunciate dalla mattatrice sul palco di Piazza Navona l'8 luglio scorso.

Ricapitoliamo brevemente i fatti. Nel corso della citata manifestazione, il No Cav Day, l'attrice rivolse all'indirizzo della recentemente eletta Ministra delle frasi non proprio gentili, definendo la sua elezione a capo del Dicastero delle Pari Opportunità "uno sfregio". Ne aveva avuto per tutti la vulcanica figlia del parlamentare Paolo Guzzanti, ma le stoccate rivolte alla cara Ministra rimasero lì per lì sospese nel vuoto. Dopo qualche mese ecco la richiesta della Carfagna di essere risarcita della modica cifra (farsi insultare pare convenga più che tentare la sorte al Super Enalotto). Salvo essere pronta a ritrattare nel caso la mattatrice dovesse scriverle due righe di scuse.

L'una contro l'altra armate, da una parte l'onor ferito della brava Ministra, che si erge a paladina delle donne belle, intelligenti, giovani, e che a poco più di 30 anni sono diventate prima deputate poi ministre, solo grazie alla propria ferrea preparazione, ai propri studi e alla propria intelligenza, e non di certo per aver scavalcato i cancelli del potere passando prima dai divani.
Dall'altra un'attrice, imitatrice (come dimenticarsi il suo memorabile D'Alema), blogger, mattatrice da svariati anni impegnata nella scena televisiva, teatrale, giornalistica, e non solo. Politicamente impegnata e schierata, senza esitazione alcuna.

Della Carfagna ricordiamo i calendari, la partecipazione a Miss Italia, la co-conduzione de La Domenica del Villaggio con Mengacci, o di Piazza Grande con Magalli; rimembriamo con affetto e nostalgia le sue comparsate a Domenica In, e con un sussulto di tenerezza ci troviamo a ripercorrere la sua breve e fulminante ascesa politica. Eletta parlamentare nelle file di Forza Italia nel 2006, eccola Ministro dopo soli due anni, alla faccia di quanti fanno politica da quando erano dei pischelli.

Innumerevoli sono state le critiche giunte da più parti (anche dal suo stesso partito) che hanno accompagnato la sua salita a capo del Ministero. Chi le rinfacciava la giovane età ( a torto secondo me, perchè i giovani dovrebbero essere meno capaci degli anziani?), la poca esperienza e i trascorsi da valletta televisiva. Le stoccate più affilate le sono venute proprio dalla Guzzanti che parlando dell'ormai famoso calendario realizzato lo ha definito "un argomento sufficiente a dire che non può fare il ministro delle pari opportunità".

Per nulla scoraggiata dalle critiche piovutegli addosso, specialmente dopo la diffusione delle intercettazioni di alcune telefonate tra la Ministra e il Premier, che sembrerebbero alludere ad una grande intimità tra i due, la Carfagna ci va giù pesante, dando alla Guzzanti della psicolabile. Questo duello tra donne forti mi affascina, e dal momento che la comica, a prova delle accuse che lanciava, ha portato fatti concreti come le intercettazioni e i calendari, adesso come minimo mi aspetto il referto di una visita neurologica che attesti le ridotte capacità mentali della sorella di Corrado "Quelo" Guzzanti. Altrimenti di che parliamo?

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