Il ritorno delle pin up

Esistono ancora le pin up? Certo ritorno del burlesque farebbe credere di sì, e per quanto distanti per ispirazione, derivazione culturale e impostazione stilistica, la bellezza sofisticata un po’ da bambola e un po’ da provocante ed esperita donna di mondo (o da calendario) fa ancora sognare uomini e donne.

Se Dita von Teese può permettersi pelle di porcellana e rossetto di fuoco, lingerie provocante a vista e abiti strizzatissimi, non è detto che tutte possano impunemente. Ma se un certo stile Fifties si è riaffacciato timidamente nel corso degli ultimi anni e il rossetto rosso è tornato in auge; se le fanciulle ammiccanti da calendari e riviste (ma anche dal packaging di cosmetici dal gusto retro) strizzano non di rado l’occhio ad una certa affermata tradizione pur senza osare attingervi a piene mani; se, infine, fioriscono i siti dedicati a lingerie vintage con ascendenze inequivocabili e poderose raccolte di immagini in stile pin up… una ragione ci sarà?

Ma quale? Il ritorno ad un ideale di femminilità in bilico tra provocazione e innocenza, per contrastare il dilagare della provocazione fine a se stessa cui si assiste sempre più spesso, specie in tv? Oppure un raffinato gioco intellettuale che serva da ispirazione e da re-interpretare in privato? O ancora solo un’altra manifestazione del gusto per il vintage che conosciamo così bene nell’ambito della moda e che si trasferisce adesso a quello dei comportamenti?

Foto | Flickr

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