Combattere la cellulite con ultrasuoni e radiofrequenze

Cellule adipose cominciate a tremare. Non solo per la paura di essere eliminate ma anche per ultrasuoni e radiofrequenze, ultimo ritrovato nella lotta all'odiosa buccia d'arancia. E' quanto emerso dal 10° Congresso internazionale di medicina estetica, da poco conclusosi a Milano. Promotore di questo innovativo trattamento è il chirurgo estetico Raoul Novelli, che spiega così il processo di cavitazione applicato nella medicina estetica:

"Basta sdraiarsi su un lettino e farsi massaggiare per poco meno di 20 minuti gli odiosissimi cuscinetti di pancia, fianchi e interno cosce con un'apparecchiatura che emette ultrasuoni. L'energia a bassa frequenza prodotta va ad agire appena sotto la pelle con una triplice azione combinata che ha la finalità di sciogliere le cellule adipose e smaltirle attraverso il circolo venoso e linfatico".

Beh detta così sembra proprio una manna dal cielo; sdraiate, rilassate, senza fare nulla e ce la caviamo con 20' di seduta, un tempo ragionevole da ritagliarsi nell'arco dalla giornata. Inoltre i risultati sono visibili abbastanza presto.

Nel giro di alcune sedute (da un minimo di 6 a un massimo di 10) si ha una netta riduzione di centimetri della parte trattata e un miglioramento generale del tono tissutale. In sinergia con la radiofrequenza poi i risultati sono ulteriori:

"dopo un ciclo completo di trattamenti (da 8 a 10, con un trattamento mensile o bimestrale di mantenimento) si assiste a una netta implementazione della texture epidermica e dell'organizzazione del derma sottostante, un miglior colorito della pelle dovuto all'induzione dei processi vasoattivi, un aumento delle fibre di collagene ed una maggior stimolazione fibroblastica"

Per chi ha ingaggiato una lotta senza quartiere con la nemica numero uno delle donne, questa può essere una notizia molto interessante. In ogni caso prima di sottoporvi ad un qualsiasi trattamento di medicina estetica chiedete sempre e comunque maggiori informazioni al vostro medico di famiglia, nonchè al medico specializzato che effettuerà il trattamento.

Via | Tiscali

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