Chiesa e discriminazione: a quando le donne prete?

"Sarà vero dopo Miss Italia avere un Papa nero...no me par vero"....così cantavano i Pitura Freska al festival di Sanremo del 1997. A distanza di oltre 10 anni l'auspicio della band veneziana non si è avverato: i papi continuano a essere bianchi, vecchi...e maschi! Già, ci avete mai pensato? Come mai in un periodo storico in cui ormai la donna sembra pretendere pari diritti in qualsiasi campo e fa un gran chiasso, anche dove - concedetemelo - forse le gioverebbe maggiormente continuare a fare la femmina, non si discute granché di quanta discriminazione e maschilismo esista all'interno dell'istituzione temporale più saldamente ancorata a vecchi principi e privilegi: la Chiesa cattolica?

Il 15 ottobre scorso ricorreva l'anniversario della morte di Santa Teresa d'Avila, una delle tre donne nominate "Dottori della Chiesa", gli altri trenta manco a dirlo sono maschi. Fu una delle sostenitrici della necessità di prendere in considerazione anche le donne al pari degli uomini nelle gerarchie ecclesiastiche. In questo anniversario le rappresentanti di alcune associazioni cattoliche hanno chiesto a gran voce che le donne possano avere maggior voce in capitolo nella Chiesa di Pietro.

Piena ed eguale partecipazione delle donne nella Chiesa cattolica, incluse le ordinazioni al diaconato, presbiterato ed episcopato

Donne prete insomma. Un qualcosa che solo a leggerlo stride. Perchè siamo sempre e da sempre stati abituati a identificare il sacerdozio con il genere maschile, e non abbiamo l'allenamento mentale adatto a farci riflettere senza ipocrisie su quanto radicato ed esasperato maschilismo si annidi nei meandri di quello che dovrebbe essere il potere temporale che rappresenta la fede, depositario di comandamenti di uguaglianza, di fratellanza, di tolleranza. Eppure è così. Altrimenti quali sarebbero i motivi di fondo che hanno condotto alla totale e inappellabile esclusione dell'altra metà del cielo da qualsivoglia carica decisionale o rappresentativa?

Si obietterà che in quanto palazzo (tanti bei palazzi) le cui fondamenta poggiano sui dogmi della fede, il Vaticano non necessita di spiegarsi e di giustificarsi, i dogmi sono questi! Ma allora da dove nasce l'autorità per predicare l'uguaglianza, i diritti, la dignità dell'individuo, se i primi a praticare la politica della non parità sono loro? Le donne relegate in un angoletto, possono fare le suore, gli angeli benefici, le martiri, le custodi del focolare, ma mai decidere, mai rappresentare, mai ascendere alle più alte cariche, dominio riservato degli uomini, carichi di testosterone anche sotto le lievi vesti talari.

Mi ricordo che da bambina chiedevo spesso ai miei genitori per quale motivo il prete fosse sempre un uomo e mai una donna, e i miei mi rispondevano: "ma le donne ci sono, ci sono le suore!" Si ok, ma non vale, pensavo. Perchè ci sono anche i monaci, i frati e quant'altro. Un corrispondente donna del sacerdote però non c'è. Non parliamo del Papa poi. Lì mamma e papà, snervati dal mio pressing, mi zittivano con la solita frase che io mi riprometto di non pronunciare mai rivolta alla mia futura prole: perchè è così e basta.

Ed è stato in quel momento che mi sono resa conto che una motivazione reale non c'è. O forse c'è solo molta paura. Paura delle donne e di ciò che rappresentano; non a caso a lungo il genere femminile è stato accusato di indurre in tentazione i poveri maschi e nella figura femminile i porporati medievali intravedevano le sembianze del demonio; non a caso fu Eva a offrire la mela ad Adamo... Paura di quanta forza si possa celare dietro le fragili figure delle donne una volta giunte al potere e di quanta determinazione e ferocia pari a quella maschile esse possano rivelare, così che qualsiasi donna all'interno della gerarchia ecclesiastica viene sapientemente ed efficacemente tenuta alla larga da qualsiasi processo decisionale.

Non posso fare a meno di riflettere sul fatto che di strada ne abbiamo fatta tanta e spesso con il vento contro, abbiamo scalato le montagne più impervie, strappando dalle mani dei maschi lo scettro del potere in diversi campi. Abbiamo addirittura conquistato posizioni importanti in seno ai corpi militari che - se ci si riflette un attimo - sono, per natura, quanto di meno democratico e paritario ci sia. Ma continuiamo ad accettare più o meno serenamente che chi predica tanto bene razzoli poi tanto male. Donna zitta e racconta i tuoi peccati al prete...maschio!

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