La nave dell’aborto di nuovo in giro per l’Europa

È appena approdata in Spagna (dopo aver toccato, negli anni passati, Irlanda, Polonia e Portogallo, dove le fu vietato l’attracco) e ha infuocato dibattiti politici e non, provocando, prima del suo arrivo, la protesta del sindaco conservatore di Valencia, nel cui porto è giunta la nave battente bandiera olandese, e una manifestazione anti-abortista contro l’associazione Woman on Waves che ha promosso l’iniziativa.

La nave è allestita come una vera e propria clinica ambulante che offre alle donne la possibilità di praticare legalmente l’aborto al largo delle coste, in acque internazionali, assistite medicalmente da personale qualificato.

Chi non condivide l’azione di sensibilizzazione verso una miglior legge sull’aborto, perché considerata estrema e provocatoria, taccia l’iniziativa di insensibilità. Ma la nave tocca i porti dei paesi che hanno richiesto esplicitamente la sua presenza attraverso l’azione di associazioni territoriali che fanno proprie le istanze delle donne pro-aborto.

L’argomento è certo delicato e le prospettive per affrontarlo possono essere molte, più o meno condivisibili. Probabilmente la scelta della nave-clinica itinerante è una delle più radicali, ma ha il merito di aver riportato l’attenzione su uno dei temi caldi che ogni governo si trova a dover fronteggiare, presto o tardi. Voi che ne pensate?

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