Il 25 novembre sarà la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne e, per l’occasione, l’Associazione Telefono Donna ha realizzato il manifesto della campagna stampa che vedete sopra. “Chi paga per i peccati dell’uomo?”. Ovvio il parallelismo con il sacrificio di Cristo, visual che richiama l’iconografia sacra, panneggio sul corpo che molto ricorda il Reni e il panno del Crocifisso del Perugino. Perfetta: un’immagine e una frase che celermente rendono l’idea, un manifesto che in un istante consegna a chi guarda tutta la gravità della violenza sulla donne.
Ma il Comune di Milano, città nella quale era prevista l’affissione dei 500 manifesti già stampati, ha detto no per voce dell’assessore alla Pubblicità Maurizio Cadeo, secondo il quale l’affisione sarebbe offensiva nei confronti della religione cristiana. Metterla al bando, per me, è offensivo nei confronti di tutte le donne che hanno subito violenza.
La campagna urterebbe il buon senso, il decoro e la morale pubblica. Perchè solo e soltanto a Cristo appartiene la crocifissione, perchè tutte le donne che subiscono violenza e pagano per i peccati dell’uomo ogni giorno non sono degne di apparire crocifisse, nemmeno su un letto di carta su un manifesto pubblicitario, nemmeno nell’unica giornata che ricorda a Milano che le donne subiscono violenza e che pagano per i peccati dell’uomo.
Ilaria Danesi
17 nov 2008 - 12:16 - #1trovo questo manifesto “da brividi”, mi ha fatto venire la pelle d’oca, lo trovo appropriato per una campagna simile e non capisco l’offesa nei confronti della religione cristiana, non si svalorizza la figura di Cristo morto sulla croce ma si fa vedere un’altra vittima crocifssa dal male degli uomini, come lo fu Cristo, solo che in questo caso non c’è la volontà di sacrificio per assumersi i peccati del mondo ma solo l’essere una vittima involontaria della crudeltà umana…
AkiraZhong
17 nov 2008 - 12:40 - #2Far finta di non vedere equivale a permettere….
The Tester
17 nov 2008 - 12:47 - #3I soliti bigotti perbenisti
doretta
17 nov 2008 - 14:59 - #4Sono assolutamente d’accordo: è vietarla che è offensivo nei confronti delle donne. Che vergogna che siamo ancora a questo punto.
Speriamo solo che come al solito, visto che in Italia simili polemiche dilagano, tutto questo porti l’argomento all’attenzione di tutti!
stefan82
17 nov 2008 - 20:25 - #5francamente non trovo così sconcertante questa immagine…la trovo giusta per lo scopo per cui è stata creata ovvero sensibilizzare e (speriamo)dar forza di denunciare le varie violenze(per lo piu casalinghe)che subiscono le donne.Vorrei ricordare a chi si sente cattolicamente indignato davanti a questa immagine,che esistono fanatici/fanatiche religiosi/e (cristiani ovviamente)che si fanno crocifiggere realmente per emulare ed “unirsi” con lo spirito al signore(lo scrivo in minuscolo perchè sono ateo).Io di fronte a quelle cose mi sento umanamente indignato e che la chiesa non fa niente per salvaguardare questa gente perchè i “martiri fanno comodo”.Prima di criticare e sentirsi indignati meglio guardarsi allo specchio(che se la gente ascoltasse i pareri della chiesa su aborto e preservativo ci sarebbero piu morti che feriti)
MetalSho
17 nov 2008 - 21:00 - #6Sono cattolico e non ritengo affatto offensiva questa fotografia.
Inoltre dire che la crocifissione appartiene solo al Cristo è una stupidaggine… vorrei ricordare che insieme a lui c’erano anche 2 ladroni tanto per fare un esempio (dato che era una tortura romana, non certo religiosa).
Detesto questi idioti che protestano contro questo tipo di campagne perché sono proprio loro a buttare più m*rda sulla mia religione.
abele.2005
18 nov 2008 - 10:30 - #7Ogni madre che hà perso una figlia a causa della violenza , tiene nell’album di famiglia
“QUESTA FOTOGRAFIA”
La ragazza sulla foto si chiama ;
e tante altre CENTINAIA di nomi scritti sulle loro tombe.
Non scandalizziamoci a mostrare la verità sul manifesto.
Invece proviamo vergogna nell’indifferenza totale verso la violenza sulle donne .
Paola ;na madre che hà perso una figlia a causa della
“VIOLENZA”
abele.2005
18 nov 2008 - 10:37 - #8Ogni madre che hà perso una figlia a causa della violenza , tiene nell’album di famiglia
“QUESTA FOTOGRAFIA”
La ragazza sulla foto si chiama ;
Monica, Veronica, Nunzia, Stella Katia, Sonia, alessandra , Jessica ,e tante altre CENTINAIA di nomi scritti sulle loro tombe.
Non scandalizziamoci a mostrare la verità sul manifesto.
Invece proviamo vergogna nell’indifferenza totale verso la violenza sulle donne .
Paola ;na madre che hà perso una figlia a causa della
“VIOLENZA”
pari al 50%
18 nov 2008 - 11:23 - #9va bene la giornata contro la violenza delle donne, pero quando ci sarà una giornata contro la violenza dei uomini? Secondo uno studio del università di New Hampshire negli USA la violenza del sesso “debole” verso gli uomini arriva in alcuni paesi il 51% dei casi pero nessuno parla., chi sa perché?
pari al 50%
18 nov 2008 - 11:34 - #10Abele devi raccontare anche l’altra faccia della medaglia. So che a voi donne piace dare sempre la colpa ai vostri mariti ed in molti casi con ragione, pero come mai negli Stati Uniti o anche in Italia se volete, le madri che uccidono i loro figli sono le responsabili nei più di 90% dei casi.Se pensate che dico il falso potrete verificare voi stesse leggendo il libro “Mamma non m’ama” del Bernardini De Pace o entrando nel sito del ministero della giustizia americana.
AkiraZhong
18 nov 2008 - 13:01 - #11@pari al 50%
ma tu in che mondo vivi???
secondo uno studio di che???
“A noi donne piace dare la colpa ai vostri mariti”… e qui mi fermo.
Taci, rechi solo onta a te stesso!
abele.2005
18 nov 2008 - 19:12 - #12Per pari 50 per cento
Le statistiche parlano chiaro, ogni anno in Italia , muoiono tre donne al giorno , equivale a piu’ di mille donne.
Le tue statistiche, , meglio se le controlli, dove esiste che le madri assassine, sono cosi numerose.
Non voglio difenderle, sono e restano assassine, ma il 70 per cento dei casi, lo sono per un disturbo Psicologico Post-Partum.
abele.2005
18 nov 2008 - 19:14 - #13Per pari 50 per cento
Le statistiche parlano chiaro, ogni anno in Italia , muoiono tre donne al giorno , equivale a piu’ di mille donne.
Le tue statistiche, , meglio se le controlli, dove esiste che le madri assassine, sono cosi numerose.
Non voglio difenderle, sono e restano assassine, ma il 70 per cento dei casi, lo sono per un disturbo Psicologico Post-Partum.
sivelk
19 nov 2008 - 11:35 - #14eco la vostra parità, non acetiate il pari confronto
AkiraZhong
19 nov 2008 - 12:54 - #15@sivelk
bè guarda, a parità uomo-donna chi si merita più legnate forse forse è l’uomo. Non mi è mai capitato di sentire di mamme ubriacone che terrorizzano i figli o i mariti. Non sto dicendo che non esistono, solo che il rapporto è 1 a 20.
E l’esempio dell’alcolismo è il più banale ma è anche il più diffuso.
Con un certo senso di sadismo sarei curiosa di vedere un uomo andare a lavoro con i lividi sul volto provocato dal ceffone di una moglie. Non credo che capiterà tanto facilmente.
sivelk
21 nov 2008 - 10:19 - #16Akira tu parli per sentito dire, dove si trova questo rapporto che tu dici, io ho portato sopra dei fatti, Bernardini De Pace lavora in questo settore e sa bene quello che dice. Ti do un altro nome se preferisci, Alessandra Nucitelli, 20 anni nel movimento femminista italiano vai a leggere il suo libro e poi ne parliamo. E vero che ci sono i padri ubriachi pero e anche vero che oggi grazie al emancipazione femminile ci sonno anche le mamme che si ubriacano e danno le botte ai figli.E poi almeno gli uomini i figli non gli ammazzano come fanno le donne. Quanti casi conosci tu dove un padre ha ucciso suo figlio, mettili al confronto con quelli delle madri assassine, il rapporto 1 a 20 vede vincitrici purtroppo le donne.Da brava femminista che sei vuoi dare legnate agli uomini, io almeno le legnate non glielo do a nessuno.
Giovanni Battista Sambuelli
23 nov 2008 - 20:25 - #17L’iniziativa mi sembra lodevolissima e senza tempo, tant’è vero che nel 2000 ho realizzato la campagna di sensibilizzazione basata sullo stesso concetto.
Allora era stata pubblicata su molti media ed ha partecipato ufficialmente al Second International Festival of Public Service Communication, promosso da Pubblicità Progresso con la collaborazione di Università Bocconi, proprio a Milano.
La pubblicità era questa http://www.glamouravenue.com/Pubbl.Progresso.jpg
Mi sembra un oltraggio alle donne, oltre che all’arte, censurare un’immagine come quella attuale, del bravo Rosfer.
Preciso che nella mia immagine, qui purtroppo in bassa risoluzione, i seni ed il pube erano coperti da nastro nero, a metafora di ulteriore negazione della femminilità.
Giovanni Battista Sambuelli
Arte_85
24 nov 2009 - 13:44 - #18Io non conosco nessuna statistica nè ho letto libri di alcun genere però so che per natura l’uomo è fisicamente più forte di una donna (di solito) e quindi se esso non sa difendersi da quest’ultima beh che dire.. mi spiace per lui.
In ogni caso ho avuto modo di sentire in prima persona casi di violenza descritti da alcune amiche e sinceramente l’impatto psicologico che ricevono non sarà mai pari all’impatto psicologico che un uomo può ricevere per la stessa ragione. Si protrae per anni, molti più anni di quanti ne vengono dati in quei rari casi dove la giustizia italiana manda in carcere il violentatore. E poi scusami ma non credo che nel mondo gli uomini vengano maltrattati tanto quanto accade alle donne. Le eccezioni ci sono sempre ma comunque nel mondo esiste un sistema patriarcale e la donna in molti paesi è considerata un oggetto. Per mia opinione personale mettere al pari un uomo che subisce abusi da una donna che ne subisce è veramente una c…ata, ma con questo non voglio dire che sia lecito che ciò accada. E per commentare l’articolo, vorrei tanto incontrare questo Maurizio Cadeo, così da potergli dire “sei una m..da” a 4′occhi, dovrebbe vergognarsi