Indecorose e libere, a Roma in migliaia contro la violenza sulle donne

Più di 50 mila donne, alcune di queste sostenendo lo striscione "indecorose e libere", hanno sfilato per il centro di Roma lo scorso sabato, nel corteo che si è snodato da Piazza Esedra a Piazza Navona per manifestare contro la violenza maschile sulle donne.

Oltre al tema centrale della violenza di genere la manifestazione abbracciava anche discussioni su altri temi: il decreto Carfagna sulla prostituzione che criminalizza le prostitute, la riforma Tremonti (conosciuta come Gelmini) sui tagli alla scuola che non solo ridurrebbe i posti di lavoro per molte donne (la maggior parte degli insegnanti di scuola elementare sono donne) ma riducendo l'orario scolastico e sopprimendo - o meglio lasciando la decisione alle singole scuole - il cosiddetto tempo pieno, dissesta l'equlibrio di quelle famiglie italiane che affidavano i figli alla scuola quando la madre lavora.

Le 50 mila presenze - secondo la stima delle organizzatrici dell'evento - non hanno raggiunto la massiccia partecipazione di 150mila persone che vi fu l'anno scorso. Non volendo pensare che il problema non venga più percepito come tale (secondo l'Istat solo nel 2007 il numero delle donne vittime di violenza è pari a 1 milione e 150 mila) provo a spiegarmi questo calo di presenze rispetto alla passata edizione.

Di certo l'evento non è stato pubblicizzato dai media tradizionali, mentre l'anno precedente una fitta campagna sul terrore dell'extracomunitario aveva attacchito su molte tv e giornali, così come la tragica prossimità che ci fu con l'aggressione e l'omicidio di Giovanna Reggiani da parte di Romulus Nicolae Mailat, che avvenne il 30 ottobre 2007. L'onda emotiva di un evento talmente cruento e drammatico trascinò sicuramente molta attenzione e presenze alla manifestazione del 25 novembre, anche se, come spesso abbiamo sottolineato, la maggior parte delle violenze avviene in famiglia.

Secondo l'Istat il 69,7% degli stupri è opera di partner, il 17,4% di un conoscente mentre solo il 6,2% è stato opera di estranei. Dato allarmante - sempre diffuso dall'Istat - quanto più è stretta la relazione tra autore e vittima tanto più è elevata la probabilità di subire uno stupro o un tentativo di violenza.

Vi segnalo che da qualche giorno è nato uno sportello online contro la violenza domestica sportelloantiviolenza. L'iniziativa, promossa e sostenuta dalla Fondazione Pangea Onlus, offre sostegni ed aiuti dal punto di vista legale, psicologico e sanitario anche per i bambini, che spesso si trovano drammaticamente ad assistere a scene di violenza domestica.

Foto | Lastampa

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