Stop agli annunci sessuali sui giornali inglesi

Il Women’s Institute, in collaborazione con il Ministro inglese per le pari opportunità Harriet Harman, è sceso in campo contro la prostituzione femminile puntando il dito su uno dei primi fattori di crescita di questo fenomeno: gli annunci sessuali a pagamento sui giornali.

Il Women’s Institute è la più grande organizzazione di volontariato in Inghilterra a sostegno e a difesa del gentil sesso con i suoi 205.000 membri attivi. Secondo i dati di questa istituzione circa 4000 donne nel Regno Unito sono obbligate a prostituirsi, molte di esse sono state rapite dai loro paesi di origine e vendute come schiave. A tutela di queste donne e in occasione della giornata mondiale per l'eliminazione della violenza sulle donne, è stata proposta ai propri membri una nuova iniziativa: scrivere lettere di denuncia contro gli editori che inseriscono annunci sessuali nei loro giornali.

Questi annunci rappresentano il modo più facile e semplice che gli uomini utilizzano per entrare in contatto con le prostitute, un sistema accessibile a tutti che non crea timori né imbarazzi e che incrementa i profitti del commercio sessuale esponenzialmente. Sono inoltre facili da individuare e rendono moltissimo al giornale, in quanto sono considerati una forma normale di pubblicità. Quello che bisogna stimolare, secondo il Ministro Harman e il Women’s Institute è la coscienza di ogni editore. È giusto che un giornale sopravviva grazie ai soldi provenienti da questi tipi di annunci? La questione dell’etica giornalistica apre un vasto campo di discussione anche nel nostro paese dove la situazione è molto simile a quella inglese.

L’ultimo provvedimento in materia di prostituzione prescritto nel disegno di legge del Ministro Carfagna stabilisce che deve essere considerato reato la prostituzione in luoghi pubblici, questo può solo alimentare, allora, gli annunci sessuali che non portano ad un’esposizione pubblica. L’iniziativa inglese, traghettata in Italia, potrebbe essere efficace, anche se da sola non può bastare, per sollecitare l’opinione pubblica a porsi contro queste forme di annunci. Un intervento del genere può diventare un punto di partenza per migliorare questa piaga sociale.

Fonte: BBC

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