E’ da tempo che un pensiero alberga nella mia mente: la mia generazione in pensione non ci andrà mai. Prima di tutto perchè si fa sempre più fatica a trovare un lavoro ed eventualmente a conservarselo. E poi perchè ogni nuova legislatura non fa altro che proporre allungamenti dell’età pensionabile. Non rimane certamente indietro il nostro beneamato Ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, la cui ultima proposta fa discutere non poco. Dopo i fannulloni statali nel mirino dell’infaticabile moralizzatore della politica italiana ci sono le donne che - secondo lui - non dovrebbero andare in pensione 5 anni prima dei colleghi maschi, ossia a 60 anni, bensì a 65 come loro.
Parificazione dunque anche nel settore pensionistico, come imposto peraltro dall’Unione Europea. A rigor di logica, se vogliamo parlare di pari opportunità questo ragionamento non fa una piega. Se solo Pari Opportunità esistessero…La spiegazione dello gnomico Ministro è lapidaria:
Basta con l’ottica paternalistica per cui le donne sarebbero privilegiate nel pensionamento perché penalizzate nella fase della maternità.
Se vogliamo chiamarlo paternalismo accomodiamoci pure. A parole è tutto possibile, anche asserire che i parlamentari si sudano lo stipendio. Se poi vogliamo parlare di fatti concreti è tutta un’altra minestra. Chi glie lo spiega allo sceriffo formato ridotto che la penalizzazione in fase di maternità non è una favoletta, ma la triste realtà? Occuparsi di lavoro e figli non è una cosa semplice. Certo lui sicuramente non avrà mai tastato con mano il problema.
Quante famiglie possono permettersi la baby sitter, la colf e pagare rette astronomiche agli asili nidi? Ci sono molte aziende che fanno non poche resistenze nel concedere il part-time al rientro dalla maternità, e non dimentichiamoci che nella cara vecchia Italia è ancora duro a morire lo stereotipo della donna e madre di famiglia che si occupa della casa. Per cui si rientra dalle 8 ore lavorative fuori casa per rimboccarsi le maniche e iniziare la faccende domestiche, accompagnate da gioie e dolori dell’educazione dei figli.
Fortunatamente qualcosa in questo poco incoraggiante panorama sta cambiando, specialmente nelle nuove generazioni di genitori, e sempre più spesso papà e mamma si dividono equamente oneri e doveri della vita in comune. Però di strada da fare ce n’è ancora tanta e mi ritrovo a chiedermi se, prima di mettere mano al termine della vita lavorativa della donna, non ci sarebbe da intervenire su altri ben più pressanti problemi, scegliendoli a caso dal magico cilindro della discriminazione delle donne nel mondo del lavoro: stipendi più bassi dei maschi a parità di posizione lavorativa, difficoltà di accesso alle posizioni di comando, svantaggio reale nelle assunzioni per le mamme e anche solo potenziali mamme.
Provate a fare un colloquio di lavoro e vedete cosa vi si chiede. Esperienze, studi, capacità e….”scusi lei è sposata? Fidanzata? Convive?”Non ci credete? Fate la prova. Tutte domande che ne nascondono un’altra ben precisa e mirata: lei ha intenzione di figliare nel prossimo futuro? Questo perchè una mamma è ancora spesso vista come una palla al piede nel mondo del lavoro.
Ricapitolando caro il mio Brunetta: capisco che i soldi per pagare le pensioni in Italia non ci stanno e che se potessi ci faresti andare in fabbrica pure strascicando i piedi artritici e col catetere appresso…ma trova un’altra soluzione! Magari estendi di qualche anno l’età pensionabile dei parlamentari…così che facciano finta di lavorare almeno fino a 50 anni! A proposito, ma la Carfagna quando serve dov’è?
MissBeckyB.
15 dic 2008 - 10:00 - #1anche io la penso come te, se ormai il posso “fisso” lo avremo passati i 40 non lo molliamo prima degli 80, e tutto si ripercuote sulle generazioni successive, ovviamente questi non sono i problemi fondamentali dei governi, loro pensano ad adeguare la tassa sky alle direttive europee…
La
15 dic 2008 - 10:11 - #2Condivido tutto.
compreso che lo spirito della proposta non è certo quello di allinearsi alle norme europee ma bensì protrarre l’età pensionabile unicamente per una questione di costi.
Ma non credo sia questo il sistema migliore per risolvere il problema.
Prima di tutto, se si vuole uscire da una crisi economica, sarebbe meglio lasciare i posti di lavoro a giovani motivati…non a persone che fino a ieri hanno fatto il conto alla rovescia per la pensione e ora si troverebbero con altri 5 anni davanti!(chissà con che spirito lavorerebbero…)
Poi cominciassero a tagliare le pensioni fasulle (tante di quelle di invalidità ad esempio) e soprattutto quelle dei politici!
Per anni l’Italia è stata come il paese dei balocchi (statali che a 40 anni andavano in pensione, ad esempio)…ora per forza che i conti non tornano più!
valcatraz
15 dic 2008 - 11:14 - #3Però bisognerebbe leggere tutta l’intervista al Ministro e non pubblicare solo ciò che fa più comodo…
conformist
15 dic 2008 - 11:34 - #4bla bla bla: siamo tutti uguali tranne che per le pensioni e sul Titanic…
Se tutte le donne stessero a casa avremmo la piena occupazione, più figli, famiglie meno disastrate, femmine meno nevrotiche e soprattutto, seriamente, un vero welfare per aiutare ogni famiglia ad arrivare alla fine del mese riconoscendo il valore sociale della donna che lavora in casa.
Oggi invece vi vendono il mito dell’uguaglianza così vi tocca di sgobbare quanto un maschietto, accollandovi anche gli impegni domestici, senza che lo stato spilli un centesimo, e dovreste pure esserne fiere di tanta uguaglianza conquistata… contente voi!
Sfavilla
15 dic 2008 - 12:17 - #5@ Conformist:
che invece ci si possa dividere equamente e usando il buon senso lavoro e gestione casalinga non ti è passato di mente eh?
priscilla
15 dic 2008 - 14:14 - #6@ conformist: hai ragione che ci tocca sgobbare come gli uomini e oltretutto ci spetta il doppio turno col lavoro a casa e i figli. Bisognerebbe sposarsi solo con ricchi e facoltosi e per i poveri operai niente ciccia…. ma purtroppo i ricchi sono un pò pochi per tutte le donne e come facciamo?
La
15 dic 2008 - 14:19 - #7Purtroppo la grande verità è che un solo stipendio non basta più a mandare avanti una famiglia (un po’ è colpa dell’aumento del costo della vita ma è anche da imputare all’aumento del tenore di vita).
E’ altrettanto innegabile che una donna come esce dall’ufficio ha sempre da fare un milione di cose in più dell’uomo…
Hai ragione priscilla, purtroppo i ricchi sono troppo pochi!
priscilla
15 dic 2008 - 14:19 - #8tornando in tema col post e come ricordato più volte, è vero le donne sono privilegiate dal punto di vista personale perchè hanno la grande fortuna di poter portare in grembo un figlio, ma dal punto di vista del lavoro purtroppo non siamo nemmeno a metà dell’opera di conquista! Datori di lavoro che ti fanno firmare accordi di non rimanere incinta altrimenti perdi il posto, carriera che si va a far friggere perchè nei “luuunghi mesi” di maternità (5) qualcuno ti passa avanti, orari improponibili di lavoro, rifiuti di part-time… ecc e ce ne sarebbe un fila lunga lunga. Sono queste le agevolazioni che abbiamo?
meb
15 dic 2008 - 16:38 - #9scusa conformist, non ti è balenato in testa che alle donne piaccia lavorare? o pensi al lavoro come puro guadagno e quindi chissenefrega di che lavoro è? no spiegami, perchè a parte l’allattamento, se è così ci puoi stare tu a badare alla casa…. mentre io mi occupo di quello per cui ho studiato, che mi piace, mi soddisfa come persona, prima che come donna, e mi fa portare a casa lo stipendio. che ne dici? ti va?
AkiraZhong
15 dic 2008 - 19:11 - #10Nell’intervista avrà detto anche altro, ma qualsiasi cosa abbia aggiunto sparisce davanti a questi pensieri.
Si dice che il mondo è fatto dagli uomini, ergo non dalle donne, va da sé -quindi- che la parità tra uomo e donna attualmente non esiste. La situazione non cambia con 5 anni in più o in meno di pensione… e quando avremo lavorato 40 anni ne saranno cambiate di cose!!! e poi, chi vi ha detto che qualche altro mezz’uomo politico (letteralmente e metaforicamente) non cacci qualche altra genialata? Sono proprio curiosa di vedere come andranno le cose…
AH, bella domanda Tester: dov’è la Carfagna quando serve? Ma perché serve?
The Tester
15 dic 2008 - 19:17 - #11@Akira: eh eh, ovviamente non serve, triste rimarcare l’ovvio…
Molto istruttivo invece e antropologicamente e socialmnte interessante vedere alcuni commenti maschili….la parità sembra semre più un miraggio e anzi…mi pare di vedere la clava che fa capolino…..
La
15 dic 2008 - 19:41 - #12@Akira
Non è una novità che tutto il sistema e il mantenimento delle pensioni “facili” si regge oggi sulle spalle di chi lavora e molto probabilmente quando arriverà il nostro momento non beccheremo un euro!
@The Tester
…scusa, ma se proprio vogliamo parlare di “parità” i commenti sono abbastanza in linea…per quale motivo scandalizzarsi se vogliono portarci al pari degli uomini?
Il problema se vogliamo è diverso, non esiste parità nel mondo del lavoro.
conformist
15 dic 2008 - 22:46 - #13Ragazze scusate, non volevo che provocare (lasciamo stare le clave svp). Però in fondo in fondo è un’illusione che “tu lavorerai con sudore*” sia un privilegio rispetto a “partoriarai con dolore”. In più io ci provo a far lavorare mia moglie ma lei preferisce curare casa e pargolo, e a volte mi dico: beata lei!
Mi dispiace ma temo che qui occorra la pillola rossa, stile Matrix…
E comunque cara Priscilla io parlavo di sacrosanto wellfare per le mamme-casalinghe come le mie e le tue “frustratissime” nonne e bisnonne erano. (Sarà che sono emiliano e da noi, fino a non poco tempo fa la figura della ‘arzdora, cioè “Padrona di casa”, era una figura amata, stimata e rispettata, non fosse per i tortellini fatti a mano…).
Fantastiche le donne, che però se non sono in conflitto con loro stesse non state bene…
*e si badi faccio un lavoro che pagherei per fare
The Tester
16 dic 2008 - 10:00 - #14@La: non ho capito il tuo commento, sorry
La
16 dic 2008 - 10:11 - #15@The Tester
in linea puramente teorica, se pretendiamo la parità in tutto, non ci sarebbe da scandalizzarsi se ci vogliono portare come età pensionabile alla stessa degli uomini e i commenti in pratica (per come li leggo io) dicono solo: volete la parità?allora perchè vi lamentate!
Sfavilla
16 dic 2008 - 10:48 - #16Le donne prima di essere esseri umani di sesso femminile sono persone.Quindi per come la vedo io massimo rispetto sia per chi vuole unicamente occuparsi di casa e figli sia per chi vuole fare carriera;il punto sta nella libertà di poter scegliere di fare ciò che va bene per noi,che sia un’occupazione tipicamente femminile che una più tipicamente maschile.
Quello che mi rode è:perchè ancora oggi quando si parla di casa e figli viene citata solo la donna?eppure,quanti uomini sarebbero felici di stare a casa e godersi i propri figli?secondo me tanti.Però purtroppo la nostra mentalità chiusa ci fa ancorare su scelte di vita basate sul conformarsi alle aspettative della società e non sul nostro intimo sentire.
La
16 dic 2008 - 11:13 - #17@Sfavilla
non ho intenzione di entrare nel merito se sia giusto o sbagliato che la realizzazione della donna passi o meno attraverso un lavoro fuori casa, quella è un opinione personale.
Quello che però bisogna purtroppo avere l’onestà di riconoscere è che la donna ha sempre avuto il compito di badare alla casa e alla famiglia…ad un certo punto ha deciso, unilateralmente, di emanciparsi attraverso un lavoro diverso.
Ma con questo il suo primario compito, agli occhi della società, è sempre rimasto quello di occuparsi della casa e dei figli, il resto è solo qualcosa che ha voluto aggiungere…quindi quando oggi ci si lamenta è tristemente logico sentirsi dire “hai voluto la bicicletta?adesso pedala!”
Per quanto riguarda lo stare a casa bisogna però anche riconoscere che oggi è anche concesso il congedo al padre.
Il motivo perchè di casalinghi in realtà ce ne siano pochi non lo conosco, ma non credo sia questione di mentalità…penso piuttosto che si debba parlare di consuetudine e uso.
Con questo non voglio dire che sia giusto così, io voglio avere piena libertà di scegliere quello che ritengo giusto per me…ma so anche che ne devo poi pagare le conseguenze!
Ma questo a parer mio vale anche per gli uomini.
giadinakiki
16 dic 2008 - 12:20 - #18Se commentassi risulterei volgare……….
NoirPink - Modello PANDEMONIUM
16 dic 2008 - 13:07 - #19Bene, la proposta di Brunetta non ci piace. Ma dire solo di no, come fa gran parte dei commentatori di sinistra, senza andare oltre allo scandalo e proporre una soluzione globale ai problemi realmente esistenti, non è certo una risposta accettabile…
http://noirpink.blogspot.com/2008/12/andare-oltre-lo-scandalo-la-proposta-di.html
MissBeckyB.
16 dic 2008 - 17:01 - #20Quando si parla di parità pero’, bisognerebbe riflettere sull’art 3 comma 2 della costituzione, quando parla di uguaglianza sostanziale, avere pari opportunità non significa, che due situazioni diverse vadano trattate in modo identico, e non si può non ammettere che una donna che lavora e accudisce dei figli non si trova nella medesima situazione di un uomo (ovviamente può capitare che sia l’uomo a doversi occupare da solo dei figli, anche qui dovrebbero essere concessi giusti congedi etc.)
La
16 dic 2008 - 17:15 - #21@MissBeckyB.
Pari diritti e pari doveri appunto!
Se cominciano anche solo ad adeguare gli stipendi ed eliminano l’ostruzionismo alla carriera, che attualmente ci differenziano sostanzialmente dagli uomini, non credo che nessuna di noi avrebbe il coraggio di indignarsi.
Qui il problema è che la vediamo solo come l’ennesima cosa che ci viene tolta in nome di una parità che in realtà non esiste affatto!
MissBeckyB.
16 dic 2008 - 20:50 - #22@La: infatti il mio discorso è il linea con il tuo. ;)
snizzo
10 gen 2009 - 16:48 - #23ehm… non per essere polemico ma quando sono andato io a cercare lavoro mi hanno detto che assumevano solo ragazze perchè si vede di più. Questa è parità?
Inoltre le donne hanno un’aspettativa di vita più alta e smettiamola un po’ con queste storie di discrimizioni perchè lagnarsi addosso non serve a niente.
Ah… Non sono nemmeno molto grande e attualmente ricopro il ruolo che voi definite con “figlio”.
Grazie per avermi considerato un impegno. Auguri ai vostri di figli.
DILDO
10 feb 2009 - 18:21 - #24MA PERCHE’ NON FAR LAVORARE ANCHE GLI “ANIMALI DOMESTICI ” ?