Ponte Milvio, i lucchetti dell'amore spostati dal Tevere a un museo?

Oggi, lunedì 10 settembre, comincerà la rimozione dei famosi lucchetti dell'amore che campeggiano oramai da anni a Ponte Milvio, Roma, discutibile moda nata dopo il secondo romanzo di Federico Moccia "Ho voglia di te", in cui Step e Gin - i protagonisti - si promettevano eterno amore e un legame indissolubile attaccando un lucchetto ad un palo e buttandone la chiave nel Tevere.

Le mode lanciate da Moccia - come dimenticare le scritte sui cavalcavia, i soprannomi da orticaria, le gare con le moto, le inverosimili tattiche di seduzione (!) ? - hanno purtroppo aumentato in molti casi non solo atti di vandalismo nella Capitale ma, ancora più grave, hanno creato una generazione di adolescenti dediti alle zuccherose storie ideate dallo scrittore e, poveri noi!, qualcuno si è anche impegnato ad imitarne i protagonisti.

Quante scritte, infatti, sono apparse su muri et similia con le più svariate misure di quanto fidanzati e fidanzate si sentivano tot metri sopra il cielo grazie alla/o loro amata/o? E, ancora, quanti lucchetti sono stati impalati ai lampioni di Ponte Milvio deturpandone il panorama ma soprattutto dimostrando che non c'è limite all'idiozia?

Davvero è possibile pensare che un amore possa rimanere imperituro per essersi impegnati chiudendo un lucchetto e facendo inabissare la chiave che lo apre/chiude nelle acque del Tevere? Sarebbe da chiedersi - io l'ho fatto! - quante di queste siano finite in testa a qualche pescatore, a qualche malcapitato che in quel momento passava sotto il ponte, o a i pesci che sono certamente meno fessi di coloro che credono in questa balzana usanza.

Lasciando da parte ogni considerazione, comunque, oggi i pegni d'amore (geniali) ancorati su Ponte Milvio verranno rimossi: saranno collocati in un polo museale di Roma, anche se non è ancora dato sapere quale. Tra le ipotesi c'è quella della sistemazione all'interno del museo Preistorico Etnografico Pigorini.

Ecco quanto dichiarato a proposito dell'atto di rimozione dall'assessore ai Lavori Pubblici, Stefano Erbaggi, e dal presidente del Municipio XX, Gianni Giacomini:

Questo intervento si è reso indispensabile al fine di preservare il decoro di uno dei ponti di maggiore interesse storico-culturale di Roma Capitale, che il prossimo 28 ottobre celebrerà il 1700esimo anniversario della famosa battaglia tra Costantino e Massenzio.

Una lotta tra scienziati, dunque, non bastava ammettere che si era radicata un'abitudine bislacca e che si potrebbe di nuovo cominciare a regalare libri, a scrivere lettere o ad assumersi semplicemente un impegno perché una storia d'amore duri il più a lungo possibile? Quella, però, che davvero colpisce mentre i suddetti signori utilizzano tempo prezioso a discutere con il sindaco Gianni Alemanno su quale fine faranno i lucchetti, è la dichiarazione a tal proposito di Federico Moccia:

Sono dispiaciuto. Mi chiedo come mai non siano riusciti, con intelligenza, a trovare un luogo adatto per i lucchetti. Così facciamo una figuraccia, era stata trovata una sede, nella 'piazzetta' di fronte a Ponte Milvio, ma purtroppo i tempi sono quelli tipicamente romani. Così facendo, però, priviamo la possibilità a tanti italiani e stranieri innamorati di andare in un luogo che ormai esiste ed è celebrato in tutto il mondo.

Se quest'uomo pensa che i turisti siano spinti a visitare Roma per andare a guardare lucchetti invece che il Colosseo, i Fori Imperiali, il Circo Massimo, i tantissimi musei e tutto ciò che la città può offrire ed è impossibile elencare, sarebbe bene che facesse un tuffo nel Tevere per recuperare le rispettive chiavi: perché, infatti, non mettere anche queste in un museo?

Foto | Flickr

  • shares
  • Mail