E la scienza svelò l'amore... o quasi


Ed ecco ancora la ruota degli amanti: Puck, scambiando Lisandro con Demetrio, fa sì che con il succo del fiore Lisandro sia innamorato della prima persone che vede: Elena. Ora Lisandro ama Elena, Elena ama Demetrio, Demetrio ama Ermia, Ermia ama Lisandro...una ruota di amori ed equivoci, interrotta solo dal solito Puck che li fa addormentare e ritrovare il giorno dopo…” (William Shakespeare – Sogno di una notte di mezza estate)

Si chiamava “Cupido” il succo del fiore magico che nella commedia shakespeariana citata fa scoppiare l’idillio con la prima persona incontrata al risveglio, e si chiama “Pozione di Cupido” un cocktail di ormoni pro amore che, secondo lo scienziato comportamentale Larry Young dell’Università di Emory della Georgia, potrebbe influire sul cervello e permettere di aumentare o diminuire l’amore di chi l’assume. La teoria è stata raccontata sulle pagine di una delle riviste scientifiche più autorevoli degli Stati Uniti, “Nature”, e a quanto pare saremmo a un passo dallo scoprire esattamente le componenti neuronali e genetiche delle dinamiche dell’innamoramento proprio attraverso procedimenti chimici, dato che sono ormoni ben precisi a scatenarlo.

Un pizzico di ossitocina, l’ormone dell’affetto e dell’amore materno che, oltre a svolgere un ruolo fondamentale nel rapporto mamma-neonato, influisce anche nell’equilibrio tra gli amanti, e contribuisce all’insorgenza del sentimento di fiducia verso il prossimo. Qualche goccia di vasopressina, l’ormone responsabile degli atteggiamenti di infedeltà espressamente dei maschi nei confronti del partner. A quanto pare maschi single o reduci da divorzio riporterebbero una mutazione sul gene per il recettore della vasopressina, e ciò comporterebbe la naturale propensione allo status di single. Mescolate il tutto energicamente, concentratevi e pensate al vostro uomo tanto amato con il cuore e con la mente, qualche petalo di altri fiori magici (NdR) et voilà, chiunque potrà cadere ai vostri piedi.

Bello? No. Assolutamente no.

E’ per me un’incantevole illusione, dato che siamo fatti di quella tela in cui sono tessuti i sogni ed i non mi muovo di qui, cascasse il mondo…” (Sogno di una notte di mezza estate).

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