Violenza sulle donne: le uniche a scontare una pena sono le vittime

In questi giorni essere una donna è garanzia di ulcere gastro-duodenali. E non per il troppo abbondante pranzo della domenica. Basta accendere la tv, aprire un giornale. Violenze, stupri, abomini di ogni genere ai danni di donne che come unica colpa hanno appunto quella di appartenere all'universo femminile. Prima la terribile violenza sessuale della notte di Capodanno a Roma, poi pochi giorni fà lo stupro di una quarantenne nel quartiere Primavalle sempre a Roma e subito dopo, alle porte della Capitale, l'ennesima ragazza violentata da un gruppo di balordi mentre si trovava con il fidanzato.

Ci stiamo trasformando nel Far West? A tutto ciò si somma la notizia che Davide, il ragazzo arrestato per il bestiale stupro perpetrato ai danni della giovane alla festa di Capodanno è uscito dal carcere per scontare gli arresti domiciliari. Una decisione difficile da digerire, anche se si paluda con tutti i santi crismi della legge italiana. Del resto i giudici hanno chiarito: loro hanno solo applicato la legge. Già, la legge. La legge italiana, teoricamente uguale per tutti, nata per dirimere le controversie tra le parti, nata per difendere le vittime dai colpevoli. Ma come si può credere alla legge quando essa diventa un labirinto di codicilli tra i quali una bestia (perchè lo stupratore è solo una bestia, nient'altro) riesce facilmente a trovare la sua via d'uscita.?

Quanto vale la vita in frantumi di una donna? Dieci anni? Quindici? Condizionale? Sconti di pena? Domiciliari? Quale fiducia può nutrire nello Stato italiano una ragazza poco più che ventenne, che vede girare liberamente il suo carnefice? Se oltre all'irreparabile danno è costretta a subire anche la beffa di uno sconto di pena, di un rito abbreviato, di un'attenuante, e via legiferando?

In questi giorni è allo studio il disegno di legge che dovrebbe inserire tra i reati previsti dal codice penale lo stalking, ossia quella "serie di atteggiamenti tenuti da un individuo che affligge un'altra persona, spesso di sesso opposto, perseguitandola ed ingenerando stati di ansia e paura, che possono arrivare a comprometterne il normale svolgimento della quotidianità". Tutto meritevole, tutto giusto. Ed era ora, aggiungo. Ma poi che cosa ce ne facciamo di una bella macchina sportiva senza benzina? A che servono gli strumenti se poi vengono resi inefficaci dalle macchiavelliche applicazioni messe in atto nelle aule di tribunale?

Mentre gli episodi di violenza a danno delle donne sembrano aumentare ( forse aumenta solo il risalto mediatico dato ad esse), ci rendiamo conto che il sistema giustizia Italia è ancora agli albori per quanto riguarda la tutela del sesso debole. Non sono poi così tanto lontani i tempi in cui il cosiddetto delitto d'onore veniva considerato non solo accettabile ma obbligatorio e le donne totale proprietà dei mariti. Quanti ancora oggi a volte pensano che in fondo in fondo le donne certe cose se le vadano a cercare?

So che sembro prevenuta, dal momento che dei nostri esponenti di Governo non me ne va mai bene una, ma il nostro geniale Premier troppe ne ha dette ormai perchè io riesca a fare a meno di cercare significati più o meno reconditi nelle sue esternazioni pubbliche. Così la sua ultima perla, una dichiarazione riguardo gli episodi di violenza diquesti ultimi giorni, mi ha lasciato quantomenno interdetta.

"Anche in uno Stato il più militarizzato e poliziesco possibile, una cosa del genere può sempre capitare. Non è che si può pensare di mettere in campo una forza tale, dovremmo avere tanti soldati quante sono le belle ragazze, credo che non ce la faremo mai".

Come se un uomo davanti ad una bella donna non potesse contenersi! Come se il solo essere donne e - non sia mai - con l'aggravante di essere belle, rappresenti di per sè un pericolo. Poco ci manca che venga emanato un decreto legislativo che ci imponga il burka per uscire di casa! Una comoda frase, da un lato per lavarsene le mani, dato il palese fallimento della coalizione di centro destra nel mantenere la tanto sbandierata sicurezza nelle città, e dall'altra triste testimonianza verbale del maschilismo che ancora perdura nel nostro Paese e molto ben rappresentato al Governo.

Possono fare tutte le leggi di questo mondo, ma fino a che non ci sarà modo di applicare al meglio quelle già esistenti, sarà solo materia buona per riempire i già stracolmi tomi di diritto che gli studenti devono digerirsi per gli esami.

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