A cavallo della fantasia, in quei giorni lì


Tutto quello che so sugli assorbenti igienici di alto livello me lo ha insegnato uno spot televisivo di qualche tempo fa, che vorrei aver registrato ad uso di qualche figlia fuorisede o fidanzata in casa.

Era una bellissima pubblicità della Lines, con una grande giostra d'altri tempi, una di quelle per cui tanto facilmente ti vengono chiesti 8 euro nelle metropoli dell'Europa centrale.

Cavallini alla Mary Poppins, come noncuranti dei pali colorati che ne trapassavano i corpi da parte a parte, roteavano colorati. Pure una gentildonna indisposta vi roteava, sul dorso di una bestia e, tuttavia, annoiata.

Il giro che stava compiendo non soltanto era troppo uguale a quello precedente ma, addirittura, sarebbe stato identico al successivo.

Quando, tutt'a un tratto, la gentildonna in questione ricorda di avere indosso un prodotto della linea Petalo Blu. Nella fattispecie: un assorbente insuperabile. E, con estrema semplicità, distacca il suo cavallo dalla giostra e spicca il volo.

In molti altri spot - su cui avremo il piacere e l'onere al tempo stesso di occuparci nei nostri prossimi incontri su Pinkblog - l'assorbente è spesso identificato sì come un mezzo di trasporto della fantasia, ma all'interno di un contesto spesso quotidiano.

Lines Petalo Blu pone fine a questa grigia tendenza alla normalità. Sono finiti i tempi in cui bisognava sforzarsi in tutti i modi a disposizione di far passare quei giorni come "normali".

Ormai, è solo prive di un qualsivoglia modello di assorbente - fosse anche di un modello notte - che si può provare di nuovo l'emozione di sentirsi impacciate sul lavoro o fuori posto prima di una discesa in paracadute, come se quei candidi accessori funzionassero né più né meno egregiamente della piuma ritenuta magica da Dumbo. Donne, non è la normalità, in quei giorni, quella che vi occorre.

Per via di simbolismo, in quello spot di genio, l'assorbente diviene la sella - come mutante - delle mutande da domare, a cavallo delle quali ci si può finalmente librare, sfidando la ciclicità di quella giostra, lo stesso vincolo cui, amiche, vi sentivate legate.

Senza il prezioso finimento in cotone, quanta biancheria tornerebbe presto ad esser quel cavallo pazzo, che domare sarebbe un'impresa paragonabile a toro meccanico o mulino a vento.

Ed invece, ecco che, specie nella versione con ali, quel piccolo grande aiuto trasforma addirittura in un Pegaso, equino e pennuto, la monotonia di quelle ore in cui - le uniche in cui non avete bisogno di ricorrere al mal di testa, in casi estremi, perché per una volta lo avete sul serio - vorreste più che mai non essere quella che siete ogni giorno, la solita arrampicatrice libera, la noiosa utente di giostre estreme ma, una buona volta, semplicemente essere altrove. E capaci non solo di usare moschettoni o cime, ma perfino di cavalcare.

foto | carbonaio.it

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