Mentire in amore per soldi non è una truffa

Fate molta attenzione al partner: se vi chiede un prestito, non vi restituisce i soldi e la relazione finisce male, non è truffa.

Sentirsi imbrogliati dal partner è forse la cosa peggiore. Rovina le relazioni e delude profondamente. Il Tribunale di Milano ha assolto un uomo che era accusato di truffa e appropriazione indebita per aver sfruttato, secondo l'accusa, l'amore provato per lui da una donna, intascando circa 16 mila euro.

Un brutto gesto, soprattutto perché la relazione si è interrotta (ma guarda il caso!) prima che potesse restituire i soldi, nonostante una serie di promesse come giurare amore, portarla in Perù ove avrebbe iniziato un'attività commerciale. La donna che, ha creduto alle buoni intenzioni del partner, ha chiesto più volte la restituzione della somma, non ottenendo nulla.

Arriva ora anche la sentenza del Tribunale, che ha il sapore di una beffa. In realtà la sentenza è stata emessa lo scorso luglio dal giudice Ilio Mannucci Pacini e le motivazioni, depositate qualche giorno fa, sono state pubblicate sul sito specializzato www.penalecontemporaneo.it. Secondo il giudice la truffa non è semplicemente sentimentale, ma non ci sono valutazioni giuridiche da applicare. Si legge infatti:

Non c'è truffa allorché l'inganno non sia stato tessuto in modo artificioso attraverso un'alterazione della realtà esterna o con una menzogna corredata da ragionamenti idonei a farla scambiare per realtà. Il "semplice mentire" in amore, dunque, non basta. Il dolo, poi, deve essere presente al momento dell'inizio della condotta e sono dunque penalmente irrilevanti le condotte poste in essere nell'ambito di una relazione che non sia stata a origine intrapresa con quel preciso intento criminoso.

Via | Ansa

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