Le donne imparano a difendersi su Facebook

Per riconoscere e dire no alla violenza su Facebook è nata una pagina informativa “Donne che imparano a difendersi”.

Che Facebook possa avere un ruolo educativo sembra davvero molto difficile, eppure il celebre social network non è solo ironia, gruppi più o meno intelligenti e amicizie virtuali. Per aiutare le donne a riconoscere la violenza è nata la pagina “Donne che imparano a difendersi”, creata da un gruppo di professioniste impegnate nel settore.

Questo è un esempio di come i social possano essere utili, possano raggiungere positivamente numerose persone ed essere uno strumento sociale importante. Nelle informazioni della pagina si legge: “Istruzioni per imparare a difendersi, con gli strumenti offerti dalla Legge e dallo Stato, da uomini violenti, prevaricatori o stalker

L’idea è di Alessia Sorgato, penalista vittimologa autrice di «Giù le mani dalle Donne», che racconta così questa nuova “avventura”:

Dopo vent’anni di esperienza professionale insieme ad alcune amiche, psicologhe e assistenti sociali, ho deciso di fondare questa “comunità”, con l’intenzione di diffondere una cultura della dignità, del diritto e dell’affrancamento da qualsiasi tipo di prevaricazione. Il più grande nemico di una donna che subisce in silenzio è la paura di parlarne e di riconoscere che questo tipo di problema non si risolve mai da solo. Questo è lo spirito della nostra comunità: dare informazioni e coraggio.

Molto interessanti anche i “Lo sapevi che?” postati in bacheca, che rappresentano piccole pillole informative come questa:


  • Non solo lo stupro, ma anche il palpeggiamento o la coercizione al bacio sono considerati reati.
  • Anche la rete può essere un contesto per attuare molestie. Oggi il legislatore considera il così detto cyber stalking come una forma aggravata della categoria degli “atti persecutori”. Le forze dell’ordine specializzate in cyber stalking fanno capo alla Polizia Postale.

  • shares
  • Mail