Quando abortire e come richiedere l'interruzione volontaria di gravidanza


Abortire è una scelta dolorosa e sicuramente è un passaggio della vita che segna profondamente la vita di una donna. Ci sono tanti motivi diversi per chiedere l’ivg, ma noi oggi non affrontiamo questa tema da un punto di vista psicologico e sociale, ma pratico. Cosa deve fare una ragazza che scopre di essere incinta e non vuole tenere il bambino?

Prima di tutto l'Ivg può essere praticata dopo i primi 90 giorni dal concepimento, quando la gravidanza o il parto comportino un grave pericolo per la vita della donna. Altrimenti, in caso siano state accertate delle anomalie del feto. Ci deve essere un incontro con il personale medico che certifichi la volontà della madre, che deve effettuare personalmente la richiesta.

Se la ragazza non ha ancora 18 anni è necessario il consenso di dei genitori, ma la legge prevede che se entro i primi 90 giorni di gravidanza, se il tutore legale non è raggiungibile è possibili ricorrere a un giudice tutelare per avere l’autorizzazione. Per richiedere l’interruzione ci sono diverse strade. È possibile recarsi in un consultorio pubblico, in ospedale o dal proprio medico.

Durante la visita verrà accertata la gravidanza, l’età gestazionale. Bisogna portare con sé il proprio documento, la tessera sanitaria e gli esami del sangue che dimostrino la gestazione. Per evitare spiacevoli situazioni, si consiglia di verificare se il medico è obiettare. Se sì, conviene non disturbarlo e rivolgersi a un altro dottore. Dopo aver ottenuto il certificato, si può chiedere – in ospedale – di fissare l’intervento. Prima la donna dovrà fare una serie di esame di routine e poi ci sarà l’ivg in anestesia locale o anche attraverso pillola abortiva.

Foto| Flickr
Via| Epicentro

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