Le donne di Almodóvar nella vita e nella filmografia del regista

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Oggi Pedro Almodóvar compie 63 anni e vogliamo omaggiarlo raccontandovi dei magnifici e intramontabili personaggi femminili che ha creato durante la sua vita di regista, ma soprattutto svelarvi da dove nascono le sue idee.

Nato in un piccolo paesino de La Mancha, Almodóvar è cresciuto ascoltando sua madre, Paquita Almodóvar, mentre leggeva per tutte le donne del villaggio che non sapevano leggere. Sua madre ci metteva tantissima fantasia ma, soprattutto, completava le avventure, le storie d’amore e le tragedie raccontate nelle lettere che le portavano. Pedro si perdeva in quella realtà e, allo stesso tempo, imparava a raccontare e a spiegare la verità attraverso le bugie.

Almodóvar stringe un profondissimo legame con sua madre e le sue sorelle, ed è per questo che i personaggi femminili dei suoi film sono forti e positivi, e solitamente sono superiori a quelli maschili, che invece sono insicuri, violenti, idioti, non sanno controllare le loro gelosie e sono pieni di complessi d’inferiorità. Insomma, donne valorose e uomini codardi.

Almodóvar è un eccellente regista di attrici. I suoi film vedono sempre protagoniste femminili, perché ritiene fortemente che la donna riesca a trasmettere le emozioni in una forma molto speciale. Molte attrici sono famose per aver lavorato con lui: Carmen Maura, Victoria Abril negli anni ’90 e Penelope Cruz più di recente. Tutte loro sono considerate le migliori interpreti spagnole dell’attualità.

Nel 2006 Penelope Cruz interpretò il miglior ruolo della sua vita nel film “Volver”: una madre forte, sicura e decisa che può contare solo sull’aiuto di sua figlia e sua sorella. “Volver” è una storia di donne che si vogliono bene e si rispettano, di sorelle che hanno bisogno l’una dell’altra, di madri e figlie che si comprendono e si completano. In questo film si riflettono anche le origini manchegas di Almodóvar: le case bianche, i patii, i funerali tra le vicine, il cibo, gli odori, la doppia morale, il machismo e il suono dei baci sono ricordi vividi della sua infanzia. L’humor nero, gli intrighi e il dramma si mescolano con il soprannaturale per presentare una famiglia con gravi problemi. In questo film possiamo vedere due caratteristiche tipicamente femminili per Almodóvar: la solidarietà e la capacità di soffrire. Questa è anche l’idea centrale di uno dei suoi titoli più famosi: “Tutto su mia madre” (1999) che vinse il Premio Oscar come miglior film straniero nel 2000. Nel discorso di ringraziamento, il regista spagnolo ricordò sua madre e le sue sorelle, molto religiose, e recitò la lista dei santi che pregarono i giorni antecedenti la cerimonia degli Oscar.

Un altro tema ricorrente è la comunicazione tra i sessi. In “Parla con lei”, ad esempio, i personaggi maschili non sanno comunicare né fisicamente né emozionalmente con le donne. Invece, in “Volver”, i personaggi femminili delle tre generazioni si capiscono e si aiutano fino all’impossibile per superare tutte le difficoltà.

Pedro Almodóvar è riconosciuto internazionalmente come uno dei più grandi registi per il suo humor non convenzionale, per il suo modo di raccontare storie in maniera molto naturale e, soprattutto, perché sa parlare lo stesso linguaggio delle donne.

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