I sintomi dello stafilococco aureo e le cure tempestive per guarire


Lo stafilococco aureo (o staphylococcus aureus) è un batterio molto comune, in grado di secernere numerose tossine e che purtroppo tende a moltiplicarsi negli alimenti contaminanti (tra cui i latticini, ma anche gli insaccati e la carne cruda). L’infezione è frequente e può avvenire sia in modo diretto che indiretto. Nonostante sia molto diffuso, è molto importante curare tempestivamente questo disturbo perché può portare a complicanze gravi.

Il batterio colpisce soprattutto la pelle, le ossa, l’apparato respiratorio, il sistema nervoso e la vescica. I sintomi iniziali sono abbastanza simili a quelli di un’influenza intestinali, quindi non è facilissimo riconosce immediatamente l’infezione. Se colpisce la pelle, potrebbero comparire foruncoli, favi e impetigine. Come si può quindi diagnosticarlo? È necessario fare un esame specifico chiamato antibiogramma.

Si tratta di un esame in vitro che permette di stabilire se lo stafilococco aureo è reattivo oppure no a un antibiotico. È proprio questa categoria di farmaci, infatti, che serve a sconfiggere l’infezione. Ricordiamo poi un altro fattore importante, il momento in cui si manifestano i sintomi non segna l’inizio della malattia, che invece potrebbe essere incorso già da tempo e va fermata prima che raggiunga organi importanti.

L’infezione è curabile quasi sempre, anche se ci sono stati molti casi davvero difficili da sconfiggere, perché refrattari alla penicillina. Si può prevenire? Pensare a uno scudo totale non è ancora possibile, però fare attenzione ai cibi (che devono sempre essere ben cotti e conservati opportunamente) è sicuramente il modo migliore per proteggersi.

Fonte| SaluteJournal; Medicina salute
Foto| Flickr

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