Fertility Day, Beatrice Lorenzin fa marcia indietro sulla campagna

Il ministro della salute Beatrice Lorenzin fa marcia indietro sulla campagna del Fertility Day.

Beatrice Lorenzin

Dopo le polemiche dei giorni scorsi per il lancio dell'infelice campagna Fertility Day, il ministro della salute Beatrice Lorenzin fa marcia indietro. Su Twitter il ministro ha annunciato che, dal momento che la campagna non è piaciuta, ne verrà fatta una nuova e verrà rimodulata per renderla più adatta.


A Sky tg24 il ministro afferma:

Nessuno qui è innamorato di un messaggio di comunicazione, il messaggio deve arrivare corretto. Se ci sono delle immagini che sono state vissute come un'offesa penso che nessuno in questo ministero abbia questo desiderio, ho già dato mandato di poterle rimodulare. Ho già detto di rimodularle perché a noi non interessa offendere, interessa però provocare una riflessione.

Il ministro ci tiene però a precisare che dietro all'iniziativa c'è un intento da difendere:

Non metterei insieme i problemi sociali con i problemi sanitari, altrimenti noi non dovremmo occuparci praticamente di nulla. Un tema è la denatalità legata a motivi socio-culturali, e quindi la necessità di un sostegno alla famiglia, il bonus bebé, un sostegno al lavoro. Sono la prima che dice queste cose da anni. Rinunciamo a fare politiche per la Salute perché bisogna fare gli asili? Bisogna fare gli asili e le politiche per la Salute. Tra l'altro puoi fare gli asili, ma se poi si è sterili e non si riesce ad avere figli non abbiamo i bambini da metterci dentro.

Poi precisa:

Questo non è un invito alla gravidanza, è un invito alla consapevolezza sulla propria fertilità. Dall'altra parte l'Italia si deve assumere il peso del fatto che è un Paese dove non nascono più bambini, e ci vogliono delle politiche su questo che non sono state fatte in decenni, altrimenti non saremmo in queste condizioni. Ma accanto a questo, che è un grande problema sociale, c'è un problema sanitario. Un ministro della Salute non si può occupare del problema sociale, lo fa emergere, qui parliamo di quello che si può fare, il tema sanitario.

Via | Repubblica

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