Il mistero delle Geisha

Una geisha ci sembra sempre qualcosa di particolarmente lontano dalla nostra mentalità, noi così occidentali e concrete, autonome e padrone del nostro corpo. Vero. Ma siamo distanti dalla realtà della geisha. Non è proprio quello che pensiamo questa strana figura ondeggiante in kimono.

Innanzitutto nell'origine del nome, che sta a significare "persona che fa arte", e quindi non prostituta. A seguire: la geisha è una figura potentissima nel Giappone, e soprattutto la onesan, colei che istruisce la "maiko" (l'apprendista) nelle arti antiche della seduzione, anzi, della compagnia ad un uomo. Quello della geisha (non esiste plurale in questo termine) è un gruppo corporativo fortissimo, e le donne che rimangono in stato interessante sperano tutte che arrivi una femmina, per proseguire la stirpe e la professione. Colte, belle, eleganti, ricche, sanno danzare, cantare, disegnare, suonare, preparare il tè, raccontare.

Sulla loro figura e sulla poca chiarezza che circonda questa donna così affascinante e misteriosa a Roma (così come già a Milano) è iniziato un vero tour di "come si diventa geisha", organizzato da Miriam Bendia, autrice di Diario di una maiko (Casadei Libri Editore). Il volume è liberamente ispirato alla vita di una popolare geisha di Kyoto: Naosome di Kamishichiken. Il blog è Occhi da orientale.

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