Sassi sulle donne di Kabul che manifestavano contro la legge che legalizza gli stupri coniugali

Dopo la legge che legalizza lo stupro dei mariti verso le mogli, dopo l'omicidio dell'attivista per i diritti umani Sitara Achakzai, un'altra notizia desolante sul fronte dei diritti umani arriva oggi dall'Afghanistan. Circa 300 donne sono scese in strada, nei pressi dell'università di Kabul, per manifestare contro la legge di cui sopra, quando una folla di contro-manifestanti ha scagliato una sassaiola di pietre ed insulti contro le manifestanti, mentre la polizia interveniva per disperdere la folla.

Le donne stavano protestando contro la legge, che riguarda solo minoranza sciita degli hazara, che autorizza i mariti a chiedere rapporti sessuali obbligatori ogni quattro giorni a meno che la moglie sia malata o subisca danni durante il rapporto. La stessa legge inoltre vieta alle donne di uscire di casa, di cercare lavoro o anche di andare dal medico senza il permesso del consorte, e affida la custodia dei figli esclusivamente ai padri e ai nonni. Il testo permette inoltre tacitamente il matrimonio di bambine e assicura agli uomini maggiori diritti in materia di eredità.

Tra le ingiurie rivolte alla manifestanti il grido di "morte alle schiave dei cristiani" e "siete cagne, non donne sciite". Il corteo, organizzato da alcuni attivisti per i diritti umani ha coinvoltoin gran parte giovani donne, parlamentari e attiviste dei diritti umani, secondo cui molte altre donne avrebbero voluto partecipare alla protesta, ma i loro mariti, ovviamente, non hanno trovato difficoltà ad impedirglielo.

Foto | Il Giornale

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