Sesso tantrico, quando c’è appagamento anche senza orgasmo



Nell’immaginario comune (occidentale) il "Tantrismo" evoca prestazioni sessuali da guinness dei primati con posizioni acrobatiche ed orgasmi femminili multipli. Non è affatto così.

Il sesso visto dagli occidentali assomiglia spesso ad una prova (non a caso si parla di ''prestazioni'' sessuali) che in quanto tale richiede competitività con se stessi e con il partner. Si può dire che si verifica il trasferimento della competitività dalla vita e dal lavoro alla sfera sessuale. Il nostro obiettivo diventa così anche la nostra difficoltà: raggiungere un risultato: l'erezione, l'eiaculazione, l'orgasmo proprio e del partner. Ebbene, il sesso tantrico può essere considerato quasi come la negazione di tutto ciò.

La cosa più nota del sesso tantrico, vale a dire la durata (si parla anche di 8 ore) che è stata legata a pettegolezzi e smentite a proposito del cantante Sting, va spiegata un po' meglio approfondendo qualche aspetto filosofico-religioso. Il tantrismo vede l'estasi sessuale come metafora per la trascendenza religiosa. L'unione con un'altra persona è un modo di accendere la scintilla della natura-Buddha di un individuo. Chi lo ha praticato giura che l'esperienza può addirittura essere definita ''cosmica'' o ''divina''. Secondo i fautori del sesso tantrico, la sensazione che si può provare può essere descritta come un'esperienza in cui l'orgasmo è dell'intero corpo e lo percorre completamente, terminando gradualmente in una grande estasi.

In termini tecnici si parla di “Orgasmo di valle”, caratterizzato paradossalmente dal fatto di non arrivare al “culmine del piacere” perché non se ne sente il bisogno. Questo può accadere perché la strada per "arrivare-o-non-arrivare" provoca sensazioni talmente profonde e piacevoli da rendere l’orgasmo quasi un optional. “Valle” sta per un posto tranquillo, placido e ameno dove sciogliersi nelle proprie sensazioni e nella beatitudine del momento, senza avere l’obiettivo di scalare le irte vette di piacere (“il monte sopra la valle”). In altre parole, non si fa nulla per trattenere l'eiaculazione e si giunge allo stato di beatitudine senza che ciò richieda obbligatoriamente di conseguire il culmine dell'eccitazione, che corrisponde all'orgasmo classico.

Il sesso “di valle” non si fa per mostrare la propria tecnica amatoria, perché il punto è che non esiste una tecnica. Allo stesso modo, non si può misurare il piacere, perché il piacere è totale. Nasce per distribuire l’energia sessuale nel corpo dell'uomo e della donna in maniera da costituire una specie di circuito energetico: il corpo femminile e il corpo maschile uniti ad esempio nella posizione del doppio loto (l'uomo seduto in "padmasana" e la donna intrecciata sopra di lui) diventano le due metà di un unico essere, con l'energia femminile che circola lungo la colonna vertebrale dell'uomo, e l'energia maschile che circola in quella della donna. L'energia femminile è "fredda" e "ascendente" e si trasforma in energia maschile "calda" e "discendente. Il corpo viene quindi considerato come un laboratorio alchemico nel quale i processi fisici (il passaggio di stato da acqua a vapore) e i processi chimici (l'attivazione dei vari Chakra) avvengono grazie all'energia prodotta dall'eccitazione sessuale.

Qualcuno quando fa l’amore è teso, con viso serio e molto poco rilassato, negli annali si annoverano anche volti drammatici. C’è preoccupazione di voler fare bella figura, di non avere défaillances e di non sapere come andrà a finire. Il segreto del sesso tantrico invece è che per arrivare all’orgasmo “di valle” non c’è niente di particolare da fare. Anzi, l’unica difficoltà è che non bisogna fare proprio nulla. Come avviene per molte filosofie e concezioni orientali, anche il Tantra viene stravolto e piegato alle esigenze occidentali.

E’ il ritrovarsi in una situazione di unione assoluta, in cui non c’è ansia di ottenere un risultato, di conseguenza rilassante, che insieme alla parte “fisica” del rapporto, genera lo stabilirsi di una condizione di unità unica.

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