#MeToo: la campagna contro le molestie sessuali

Le donne in tutte il mondo rompono il silenzio sugli abusi sessuali subiti grazie l'hashtag #MeToo, in Italia anche con #quellavoltache

#MeToo

Dopo la denuncia da parte di Asia Argento sugli abusi di Harvey Weinstein, sono tante le donne che hanno trovato il coraggio di parlare e confermare che quello dell’attrice italiana non è stato un caso isolato. Subito dopo Asia sono intervenute Gwyneth Paltrow, Kate Winslet, Rose McGowan, Ashley Judd, Mira Sorvino, Angelina Jolie, Meryl Streep, Reese Witherspoon e tantissime altre. Alyssa Milano, una delle protagoniste di Streghe, ha lanciato su Twitter la campagna #MeToo che invita le donne a rompere il silenzio e ha condividere le proprie esperienze.

Alyssa Milano ha scritto:

“Se tutte le donne molestate sessualmente o violentate scrivessero ‘Me too’ come status, potremmo dare alle persone un senso della vastità del problema”

E così è stato, tantissime donne hanno condiviso l’hashtag #MeToo spesso raccontando cosa è successo, quando e come sono state molestate. In appena 24 ore #MeToo è diventato un trend topic ed è stato twittato da più di mezzo milione di persone. Questo ci fa capire quanto sia dilagante il problema, quante donne si sono ritrovate in situazioni simili…

Ma non è finita qui, da noi in Italia è stata la giornalista Giulia Blasi a proporre l’hashtag #quellavoltache, per raccontare su Twitter e Facebook quello che è accaduto a noi. Un fiume in pena di testimonianze e racconti che fanno davvero rabbrividire. Il Francia un hashtag ancora più crudo #BalanceTonPorc ovvero “sputtana il tuo porco” ed anche lì è un elenco infinito di testimonianze…

Storie, persone, ambienti e abusi così diversi eppure così uguali, testimonianze che devono farci riflettere e capire che sta a noi creare un clima in cui una donna che denuncia non deve mai diventare colpevole per quello che le è accaduto. Senza se e senza ma.

Foto | twitter

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