Quando lo stupro diventa un gioco, RapeLay

pubblicato: lunedì 27 aprile 2009 da AkiraZhong in: Uomini Erotismo Donne Società Cultura



La scena si apre in una stazione della metropolitana. In una grande città del Giappone. Forse Tokyo, o Kyoto, o magari Yokohama. Una ragazza, minorenne, aspetta il treno. Con l’ingenuità e la malizia di cui un’adolescente è capace, ammicca ad un uomo.

Il potere ce l’ha chi ha in mano il joystick. Nessun alieno colpirà la Terra. Nessuna creatura mutante mangerà la giapponesina. E voi non vi trasformerete in nessun Matzinger o cavaliere o paladino della giustizia per salvarla. Al contrario, il mostro è proprio chi comanda il gioco. “Mostro”, tra l’altro, è un termine appropriato per definirvi. Altre varianti possono essere: maniaco, psicopatico, malato di mente e chi più ne ha più ne metta.

Sto parlando del videogioco intitolato “RapeLay”, gioco di parole tra “Rape=Stupro” e “Replay=Ripetuto”, ultima novità dei passatempo proveniente dal Giappone in cui il giocatore deve stuprare la prima ragazza minorenne che incontra, le sue due sorelle e, infine, anche la madre. Pensavate di sapere tutto sulla violenza virtuale? A quanto pare uccidere buoni, cattivi, innocenti, vecchi e bambini, o scatenare guerre termonucleari non basta più. E la Illusion, una società specializzata di Yokohama, ha pensato di non rimanere indietro. Nel 2006 ha lanciato questo nuovo prodotto, destinato al solo mercato nipponico, ma per qualche strano motivo è riuscito a varcare i confini dell’Occidente ed a finire ovviamente su Amazon e eBay, finché le proteste di associazioni e autorità in Usa e Regno Unito non sono riuscite a farlo bandire dai due siti Web.

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Eppure, nonostante le numerose condanne dalla comunità internazionale in Giappone nessuno si è mai sognato di chiedere alla società produttrice di fermare la distribuzione. Tantomeno l’azienda si è presa la briga di rispondere alle lamentele d’oltreoceano. Nel Paese del Sol Levante i giochi come RapeLay sono liberamente venduti e soprattutto non fanno scandalo.

Un viaggio allucinante in cui le vittime inseguite, molestate e poi violentate, con i vestiti strappati, che gridano e piangono, ci rimandano un’immagine diversa del rapporto orientale con il sesso. “Io Donna” (il femminile de Il Corriere della Sera) ha intervistato recentemente a riguardo Ornella Civardi, esperta di storia e cultura giapponese. Di seguito riporto l’intervista.

In Giappone siamo nel campo della assoluta normalità. Oriente ed Occidente. Alfa e Omega, almeno nella concezione del sesso. Per i giapponesi un corpo nudo è qualcosa di naturale, dunque bello e libero da tabù. Paradosso solo apparente. Nel video la violenza associata all’atto è senz’altro esagerata. Ma è componente tipica della sessualità in quel Paese.

Il sesso, che per definizione rappresenta uno spazio di libertà, vera o percepita, diventa il territorio in cui l’uomo giapponese si rifà delle frustrazioni della vita di tutti i giorni in una società dove controllo dell’individuo e gerarchia sono cifra quotidiana dell’esistenza. Presente in gran parte delle fantasie erotiche in forma sottile, la violenza è vissuta come valvola di sfogo: l’immaginario restituisce all’uomo giapponese quel potere che altrove non può esercitare.

In Giappone gli stupri non sono emergenza sociale. Vero, le molestie in metrò fanno notizia per la frequenza, soprattutto ai danni delle giovanissime. Però sono espressioni di fantasia, per quanto destabilizzante ai nostri occhi. Non gesti destinati ad avere un seguito. Le perversioni giapponesi sono spesso legate al rapporto tra uomo adulto e ragazzina, oggetto fetish per eccellenza se in più indossa una divisa da marina retta, tipica delle scuole medie.

Per cultura ed educazione, i maschi giapponesi sono eterni bambini: crescono nel timore delle donne adulte (madri che li sorvegliano e li spronano senza pietà a superare esami e ostacoli sociali). Paura annullata di fronte un’adolescente, vista anche come Essere ancora puro. La trasgressione è appunto violare questo candore ideale. Ricompensa: il massimo dell’eccitazione erotica“.

Dunque riassumendo, per i giapponesi “questa è la normalità”. La violenza nel sesso è consuetudine. La violenza, ricorrente nelle fantasie sessuali, è vissuta come valvola di sfogo dalle frustrazioni di ogni giorno. Siccome il sesso rappresenta uno spazio di libertà, allora gli uomini giapponesi, avviliti-depressi-delusi-e-insoddisfatti delle loro misere vite, si sentono allegramente in diritto di violare la libertà della prima donna che gli capita a tiro. Si sentono forti abusando di ragazzine indifese. Stuprare qualcuno in Giappone è quasi come andare al mercato.

“Però sono espressioni di fantasia (…) non gesti destinati ad avere un seguito”. E, qui mi rivolgo all’esperta dott.ssa Civardi, che una scusa sembra averla trovata: che altro potrebbero volere questi viziosi dopo che hanno fatto i loro sporci comodi? Forse farsi portare un caffè o servire una mezza bottiglia di saké per dimenticare quanto sono immorali, indecenti, depravati, pervertiti e dissoluti? E’ agghiacciante anche il solo pensiero di far passare per normale comportamenti degenerati.

Lo stupro è reato. E’ considerato uno dei più gravi crimini contro la persona.

La piccola ape punse gli uomini per ripicca, perché questi avevano mangiato tutto il suo miele. Dio l’ammonì, perché le aveva dato la possibilità di produrre miele ma non di punzecchiare le persone, e la punì con la morte. L’ape continua a pungere e continua a morire ogni volta. Altri continuano a vivere.

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Commenti dei lettori

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  • Profilo di La

    La

    27 apr 2009 - 08:49 - #1
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    “In Giappone gli stupri non sono emergenza sociale. Vero, le molestie in metrò fanno notizia per la frequenza, soprattutto ai danni delle giovanissime…”

    Fantastico, allora facciamo anche un videogioco…:-(

    Io non ho parole, qui siamo veramente di fronte a qualcosa di incredibilmente schifoso…e preoccupante.
    Dal punto di vista morale è incomprensibile come sia possibile creare un gioco su un argomento simile, da un punto di vista educativo è un po’ come incentivare negli adolescenti comportamenti simili…fanno passare la violenza come normalità.

    @Akira
    bella la citazione dell’ ape. magari Dio a suo tempo avesse ammonito nello stesso modo gli uomini…se le violenti, te lo faccio cadere!Questa sì che sarebbe stata “giustizia divina”!!!

  • Profilo di AkiraZhong

    AkiraZhong

    27 apr 2009 - 09:41 - #2
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    Hai visto La come vivono il sesso i giapposotti? Soddisfatta? ora chi sceglieresti tra indiani e giapponesi? ;)

  • Profilo di La

    La

    27 apr 2009 - 09:51 - #3
    0 punti
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    @Akira
    beh, c’è bisogno di risposta?!?…india-giappone 1-0!!!
    …direi disgustata, non soddisfatta!Ammetto la mia ignoranza sui giapponesi, ma sinceramente non avrei mai creduto che potessero esistere persone con gusti simili…:-(

  • Anonima-mente

    27 apr 2009 - 10:04 - #4
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    Beh, devo dire che la “cultura” giapponese mi affascina parecchio, specie quella che riguarda la loro vita sessuale, mi ha sempre incuriosito, anche perchè so che cosno gente strana…. molto pudichi, in apparenza, poi hanno vizi e vizietti che qui ce li sogniamo!

    Il “gioco”, se così vogliamo definirlo, io lo trovo sconcertante fino a un certo punto, vi dirò: sono convinto che potrebbe invece salvare numerose potenziali vittime da violenze reali.
    Però è un discorso ampio e -ovviamente-, solo la mia opinione personale.
    Detto questo, visto che il gioco è di pura fantasia, non vedo perchè debba esserci per forza una relazione con Tokyo o Kyoto (che fantasia, anagrammare un nome per avarne un altro!).
    Che ne so, io l’avrei ambientato nella famosa metropoli di Mekoyoni, per contestualizzare meglio, no?…. ;-)

  • Profilo di La

    La

    27 apr 2009 - 10:18 - #5
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    @Anonima-mente
    augurandomi che tu stia solo scherzando ti dirò, a mio parere questo “gioco” è chiaramente rivolto ad un pubblico maschile di età pre-e-adolescenziale (da sempre i videogiochi lo sono) per cui messaggi del genere rischiano solo di far passare come normalità qualcosa che è tutt’altro.
    Ricordiamoci che anche da noi purtroppo l’ultima moda di tanti adolescenti è quella di mettere a segno episodi di violenza per poter pubblicare i filmati su you-tube :-(
    La funzione preventiva potrebbe averla se a giocare fossero le ragazzine (potrebbero fare il gioco al contrario, cercando di evitare le molestie) ma dubito seriamente che una ragazzina si cimenti in un gioco simile…
    Io comunque l’avrei ambientato a Kazzony, forse…;-)

  • Anonima-mente

    27 apr 2009 - 10:54 - #6
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    Che ti devo dì, La… no, non scherzavo, ma il mondo è bello perché è avariato, come diceva Petrolini buonanima, no? ;-)

    Però, sul nome della città, ci stiamo battendo da leoni!
    Nessuno offre di più?
    O famo un poll? :-)

  • Profilo di AkiraZhong

    AkiraZhong

    27 apr 2009 - 10:57 - #7
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    @nonima-mente
    non può essere preventivo per le ragazze. Che cosa devono imparare preventivamente? che se sono alla fermata della metro devono avere gli occhi bassi perché se sfortunatamente incontri lo sguardo di qualcuno quello potrebbe metterti le mani addosso??? E qui non sto parlando delle ragazzine z0ccolette anche senza il virtuale. Ma di tutta l’altra metà di cielo, quello che si fa gli affari propri e che cmq ci rimette allo stesso modo.
    Avranno pure tutti i vizi&vizietti del mondo, ma la verità è che sono pervertiti e immorali. Immaginati tua figlia che va a studiare in giappone. Li viene violentata perché un povero depresso deve sfogare le sue frustrazioni quotidiane.
    Non diciamo scempiaggini. Seppure al peggio non c’è mai fine, arriva il momento di porre un limite.

  • Profilo di MissBeckyB.

    MissBeckyB.

    27 apr 2009 - 12:33 - #8
    0 punti
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    Io trovo questo “gioco” un’idea schifosa, da denuncia per il produttore, mentre per chi ha avuto questa barbara idea non ho parole.
    Anonima sai che spesso ci troviamo daccordo, ma non vedo nessuno sbocco educativo, anzi un gioco del genere può soltanto rendere “normale” quello che è un reato, forse essendo una donna non sono lucida sull’argomento, ma proprio non mi spiego l’esistenza di un simile prodotto!

  • Anonima-mente

    27 apr 2009 - 12:45 - #9
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    Beh, mi rendo conto che la mia prima e seconda risposta potrebbero far pensare chissà che cosa, allora tento almeno di esprimere meglio il mio punto di vista.
    Lungi da me l’idea di catalogare il “gioco” in questione nell’altisonante categoria “eduntainment” (!), resta il fatto che un videogioco è un videogioco e finché rimane confinato a un monitor, non fa male a nessuno.
    Non era ovviamente all’educazione o all’esempio da fornire ai maschietti, che pensavo, e anche l’osservazione di Akira in merito al fifty-fifty dei comportamenti delle adolescenti o poco più, è più che ragionevole per concludere che nemmeno loro, avrebbero molto di che apprendere.
    Però, secondo me, c’è un’ampia fascia di “malati” (ma il termine, in questo caso, è ominicomprensivo di tutte le sfumature immaginabili), che potrebbe tranquillamente sfogarsi nel vrituale piuttosto che nel reale.
    E con ogni probabilità, paradossalmente, qualcuno di essi, giunto a “saturazione” dal gioco, potrebbe anche iniziare a ragionare su se stesso e a convertire le proprie pulsioni, no?
    Lo so che è un’ipotesi, e che ammesso che fosse verifcabile, i numeri, quantitativamente, forse non giustificherebbero l’operazione.
    Però, sempre a mio modesto avviso, se anche se ne salvassero 10 su 1000, sarebbero sempre dieci di meno.
    Quanto alle ragazzine “sane”, ad esclusione della crudezza della “presentazione”, non escludo nemmeno che ne potrebbero trarre insegnamento (sempre entro certi limiti) più che da spaventosi moniti genitoriali e non, per riconoscere magari certi comportamenti ed essere maggiormente attente a piccoli ma importanti segnali che potrebbero aiutarle ad evitare situazioni ben più imbarazzanti e di rischio.

  • Profilo di La

    La

    27 apr 2009 - 13:27 - #10
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    @Anonima-mente
    …così in effetti è un po’ meglio!;-)
    Il problema, secondo me, è che un ragazzino che vede trasformato in “gioco” un comportamento illecito potrebbe erroneamente arrivare a pensare che in realtà non è nulla di male, visto che appunto viene banalizzato anche in un video gioco (in cui per altro sei “vincitore” dopo aver stuprato figlie e madre!!!)
    Per quanto riguarda l’effetto calmante su soggetti malati permettimi di dire che ho i miei seri dubbi, persone con disturbi del genere purtoppo aumentano solo l’aggressività e la loro voglia di rendere reale ciò che li diverte nel virtuale.
    Per quanto riguarda le ragazzine e il monito che questo video gioco potrebbe fornire potresti anche avere ragione…il problema purtroppo è che non penso che il gioco sia nato con questo scopo :-(

    Certo è che un popolo di pervertiti amorali così ben celati non me lo sarei proprio aspettato!

  • Profilo di nissan GT-R v-spec forever

    nissan GT-R v-spec forever

    27 apr 2009 - 15:57 - #11
    0 punti
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    ”Il problema, secondo me, è che un ragazzino che vede trasformato in “gioco” un comportamento illecito potrebbe erroneamente arrivare a pensare che in realtà non è nulla di male, visto che appunto viene banalizzato anche in un video gioco (in cui per altro sei “vincitore” dopo aver stuprato figlie e madre!!!)”
    ok ma non e perche uno gioco ad un videogioco di guerra poi parti in missione,o gioca a need for speed e poi fa le gare clandestine.

  • Profilo di La

    La

    27 apr 2009 - 16:08 - #12
    0 punti
    Up Down

    @nissan GT-R v-spec forever
    beh, diciamo che è sicuramente più semplice trovare una ragazzina da molestare in metropolitana piuttosto che armarsi e partire in missione piuttosto che organizzare su due piedi una corsa clandestina…sono cose un po’ diverse tra loro, mi sembra.
    La prima tutto sommato è facilmente realizzabile, per quelle che hai citato tu servirebbero un po’ di cose che un adolescente non riesce a reperire tanto facilmente…mentre le “armi” per violentare una donna ce le ha di suo e, aggiungerei, a quell’età belle cariche!:-P

  • Jazzzzzzzz

    27 apr 2009 - 21:10 - #13
    0 punti
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    I “Giappi” sono unici:

    1) non si vergognano a mettere in piazza fantasie che qui sarebbero considerate discutibili.
    2) le ragazzine si vendono la biancheria sporca, i peli pubici, etc. ai negozi feticisti per arrotondare la paghetta settimanale
    3)è l’unico paese al mondo dove commettere un reato da ubriaco costituisce un’attenuante!

    TUTTI IN GIAPPONE! :-)

  • Profilo di martykoky

    martykoky

    30 apr 2009 - 08:05 - #14
    0 punti
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    il problema è uno ed uno solo: gli uomini sono degli imbecilli….perchè una cosa del genere non avrebbe fatto successo se non ci fossero stati milioni id morti di pippe che l’hanno anche comprato. Già dall’alto del loro mono neurone non rispettano mai le donne, nemmeno quando camminano per strada, figuriamoci cosa non fanno con davanti un giochetto del genere….

  • Jazzzzzzzzz

    02 mag 2009 - 10:09 - #15
    0 punti
    Up Down

    @14
    Cerchiamo di tenere separata la realtà quotidiana dalla finzione: se mettiamo tutto sullo stesso piano dovremmo vietare ogni gioco/film/libro in commercio.
    Mi pare esagerato…..
    E poi non generalizzare, “tutti imbecilli, morti di pippe” ?
    Perdona la battuta : sei fidanzata/sposata ? Con un imbecille ?
    Sei single ? Inizia a darla via…ci sarà qualche morto di pippe in meno!

    Senza offesa, eh :-)

  • Mr.Pink2

    04 mag 2009 - 16:29 - #16
    0 punti
    Up Down

    Un po’ di precisazioni: l’età media del videogiocatore italiano è di 28 anni e il loro numero cresce con velocità esponenziale. Non dico che sia il modo più edificante di trascorrere il proprio tempo, ma l’idea che sia un’attività puerile poteva starci fino ad una ventina di anni fa. In Gran Bretagna sta già arrivando una generazione di 50-enni agguerritissimi.

    Premesso che un gioco simile non si può certo dare in mano a un minore, penso che le persone adulte sappiano distinguere bene tra la liceità dell’ “uccidere” per finta in un video game e l’uccidere nella realtà. Lo stesso dovrebbe valere per le molestie in treno. Altrimenti mano alle bombole di cherosene, andiamo tutti a bruciare i romanzi di De Sade, Almudena Grandes, Pauline Reage che di violenze morbose ne descrivono tante. Già che si siamo mettiamo anche qualche telecamerina nascosta nelle camere da letto per prevenire i giochetti “piccanti” tra coppie?

    Quanto all’imbecillità posso anche ammettere che sia un po’ più diffusa tra i maschi rispetto alle donne. Però ecco… l’appartenenza alla stessa specie si sente ;)

  • _io_

    06 mag 2009 - 23:01 - #17
    0 punti
    Up Down

    Quando ho letto che era uscito questo gioco mi sono sentita ferita, umiliata, arrabbiata, offesa.
    Vedere la sofferenza che ha segnato la vita a me e ad altre persone trasformata in un gioco ti fa venir voglia di urlare piangere di avere avanti l’inventore di questo gioco per sputargli addosso.
    Ma soprattutto ti fa pensare agli effetti che questo videogioco potrebbe avere; cosa si farà quando a qualcuno non basterà più la realtà virtuale? Che il gioco sia rivolto ai maggiorenni credete che basti per non farlo arrivare in mano alle cosidette “menti assorbenti” (bambini) e ragazzini?
    La verità è che potremmo star qui a parlarne per una vita e non cambierà niente, probabilmente avrà delle vendite ottimali e questa gente diventerà ancora più ricca, più potente e ancora più spietata perchè è così che si fanno i soldi, o no?

  • titty90

    07 mag 2009 - 10:07 - #18
    0 punti
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    mammamia dove siamo arrivati….ma vi rendete conto che addirittura uno stupro è divenuto il tema principale di un videogioco completo di aborto obbligato per giunta…c’è qui non si parla più di super mario bross o del pac man…ma stuprare un’itera famiglia…gli uomini non hanno proprio nulla un testa…qualcuna può immaginare una donna che inventa una cosa simile…mah!

  • Bastet la gatta

    10 mag 2009 - 19:49 - #19
    0 punti
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    Concordo sugli imbecilli morti di pippe, e noto con agghiacciante regolarità la difesa che viene fatta dai maschilisti su questo gioco che andrebbe distrutto. Del resto, quando ti viene detto che come single devi darla via, siamo proprio arrivati alla frutta.
    Per fortuna sono lesbica e non devo rapportarmi agli uomini, che comunque periodicamente mi ammorbano con le loro schifezze. E in mano a sti porci un videogioco come questo farà ancora più danni.

  • Braxaras

    18 mag 2009 - 10:04 - #20
    0 punti
    Up Down

    Accidenti, è lesbica però i porci sono gli altri e sono LORO a fare le schifezze. Ed è pure una fortuna! Complimenti..

  • mau_pec

    21 mag 2009 - 17:14 - #21
    0 punti
    Up Down

    Al di là della critica all’argomento, condivisibile o meno in base al background culturale e sociale di chi osserva il titolo in questione, vorrei precisare che questo genere di titoli, sono ad

    ESCLUSIVO APPANNAGGIO di MAGGIORENNI e sono CLASSIFICATI anche in EUROPA come TITOLI PORNOGRAFICI (e venduti in negozi specifici, tra l’altro).

    Un minorenne, ma anche un videogiocatore maggiorenne, non “rischia” di incappare per errore in questo tipo di titoli.

    Ritengo sia importante specificarlo, visto che si rischia di accendere una crociata contro i “videogiochi” in senso generico.

  • gattarruffata

    27 mag 2009 - 15:00 - #22
    0 punti
    Up Down

    Salve a tutti. Leggendo l’articolo e i successivi commenti mi sono chiesta se coloro che, in qualche modo, difendono questo “gioco”, che per lo più sono uomini, sarebbero ancora disposti a farlo nel caso esso avesse come azione principale la descrizione precisa dell’evirazione e seguente sodomizzazione del poveretto di turno.
    Comunque il problema è che questi “giochi” nascono perché molti uomini, in cuor loro, non considerano lo stupro così grave, a meno che non accada a qualche loro parente, ma in un ottica di proprietà (dell’uomo) violata.
    Per quanto riguarda l’idea ancora purtroppo molto comune che lo stupro possa essere “provocato” da atteggiamenti della vittima, mi sento costretta a puntualizzare un paio di cose: le vittime sono di tutte le età, estrazioni sociali e culturali, etnie, lesbiche e etero, etc. il ché rende difficile pensare che la maggior parte di loro possa assumere atteggiamenti ammiccanti; e comunque il fatto che una donna possa ammiccare non da a nessuno il diritto di stuprarla. Quando una persona dice no e no. Per semplificare: se decido di mangiare una fetta di torta sarebbe folle da parte di chi che sia costringermi a mangiarla tutta, quindi se io sorrido e faccio gli occhi dolci a qualcuno non vuole dire che io voglia avere un rapporto sessuale con lui, e ho tutto il diritto di rifiutarmi senza correre il rischio di subire una violenza. Invece di scaricare la loro frustrazione in uno stupro virtuale forse questi uomini dovrebbero fare autocoscienza e capire da dove proviene tutta la rabbia che hanno in corpo, come accade nell’associazione di torino “maschile plurale” in cui degli uomini non hanno paura di mettersi in discussione e affrontare la violenza sulle donne con senso di responsabilità.
    Un saluto a tutte/i.

  • Nimrodel

    29 mag 2009 - 01:26 - #23
    0 punti
    Up Down

    Ci sono videogiochi violentissimi in giro, dove si simulano omicidi a go go nelle maniere più efferate, eppure è sempre il sesso che fa scandalo, nonostante lo stupro sia un reato ben minore di un omicidio. Voi un mafioso non lo vedete, non lo “sentite” tanto mostro quanto uno stupratore.

    Sono donna, non sono una deviata, non sono un “mostro”, come l’autore dell’articolo definisce coloro che giocherebbero o difenderebbero questo videogame.
    Ho una vita sessuale regolare e felice, non farei del male ad una mosca e figuriamoci se torcerei un capello ad un essere umano. Sono anche contro qualsiasi violenza contro gli animali che non sia per puro sostentamento.

    Sono per la parità dei sessi, so mettere a posto un uomo che rompe, spesso mi ritrovo persino ad avere davanti uomini intimoriti dalla mia personalità.

    Tutto questo per dimostrare che non sono nè una pervertita, nè una violenta, nè una potenziale serial killer e nè una donnina indifesa poco colta che crede nella superiorità maschile e pensa che lo stupro sia legittimo.

    Come diceva qualcuno, in Giappone questi videogiochi sono venduti liberamente, anche se vietati ai minori. Questo non vi dà da pensare? Non credete che tutto questo scandalizzarsi sia una pura questione culturale? Oppure volete affermare che un’intera nazione è geneticamente malata?

    Esatto, lo stupro è reato. Un videogioco che simula lo stupro non lo è. Se non comprendete questa differenza e quasi equiparate uno stupratore ad una persona che gioca ad un videogame del genere, affermando che se ci gioca è perchè evidentemente vorrebbe violentare una donna anche se non lo fa, siamo davvero ai piedi di Pilato.

    Ps: Andando off topic, tanto per rispondere a Braxaras, conosco molti etero che sono decisamente più “porci” delle lesbiche. Ed in ogni caso, essere porci non costituisce reato nè è una cosa brutta.
    Senza contare che, storicamente, i censori sono le persone più morbose che esistano.più efferate, eppure è sempre il sesso che fa scandalo, nonostante lo stupro sia un reato ben minore di un omicidio. Voi un mafioso non lo vedete, non lo “sentite” tanto mostro quanto uno stupratore.

    Sono donna, non sono una deviata, non sono un “mostro”, come l’autore dell’articolo definisce coloro che giocherebbero o difenderebbero questo videogame.
    Ho una vita sessuale regolare e felice, non farei del male ad una mosca e figuriamoci se torcerei un capello ad un essere umano. Sono anche contro qualsiasi violenza contro gli animali che non sia per puro sostentamento.

    Sono per la parità dei sessi, so mettere a posto un uomo che rompe, spesso mi ritrovo persino ad avere davanti uomini intimoriti dalla mia personalità.

    Tutto questo per dimostrare che non sono nè una pervertita, nè una violenta, nè una potenziale serial killer e nè una donnina indifesa poco colta che crede nella superiorità maschile e pensa che lo stupro sia legittimo.

    Come diceva qualcuno, in Giappone questi videogiochi sono venduti liberamente, anche se vietati ai minori. Questo non vi dà da pensare? Non credete che tutto questo scandalizzarsi sia una pura questione culturale? Oppure volete affermare che un’intera nazione è geneticamente malata?

    Esatto, lo stupro è reato. Un videogioco che simula lo stupro non lo è. Se non comprendete questa differenza e quasi equiparate uno stupratore ad una persona che gioca ad un videogame del genere, affermando che se ci gioca è perchè evidentemente vorrebbe violentare una donna anche se non lo fa, siamo davvero ai piedi di Pilato.

    Ps: Andando off topic, tanto per rispondere a Braxaras, conosco molti etero che sono decisamente più “porci” delle lesbiche. Ed in ogni caso, essere porci non costituisce reato nè è una cosa brutta.
    Senza contare che, storicamente, i censori sono le persone più morbose che esistano.

  • Nimrodel

    29 mag 2009 - 01:46 - #24
    0 punti
    Up Down

    Perdonate la ripetizione del commento di prima. Non so cos’abbia combinato il mio pc -.-’

  • Braxaras

    31 mag 2009 - 13:04 - #25
    0 punti
    Up Down

    Infatti Nimrodel la mia era una risposta all’ironia della fanciulla che sparava a zero sugli uomini nonostante li conoscesse relativamente poco da quel che diceva.
    Il fatto di giocare ad un videogioco non implica affatto che poi si metta in pratica ciò che avviene virtualmente… la realtà videoludica è un mondo a parte, tutto quà. Nonostante abbia giocato supermario non ambisco a ingerire funghi di strani colori e a saltare quà e là con baffi e tuta da idraulico…

  • rino243324

    03 giu 2009 - 01:23 - #26
    0 punti
    Up Down

    Signore e signori, se avete dei figli (15-19 anni) che dopo aver giocato ad un videogioco cercano di compiere le azioni che potevano compiere all’interno del gioco (azioni violente), NON AVETE UN FIGLIO SANO.
    Può capitare ad un bambino di 4-9 anni ma non ad un teenager di confondere realtà e finzione, e sopratutto.
    Non è un videogioco a INSEGNARE COSA SIA GIUSTO E COSA NON LO SIA. Ma voi cari genitori. Non additate ad altri la vostra responsabilità (praticamente il 90%).
    Troppo facile prendersela con i videogame per i mali del mondo. Troppo comodo.

  • maxifasso

    19 ago 2009 - 17:21 - #27
    0 punti
    Up Down

    Ma ragazzi!! Certi commenti mi lasciano allibito! E’ un gioco dedicato ai soli adulti, non per “minorenni pre adolescenziali”, per non parlare che molto spesso questi titoli rimangono confinati in giappone, al massimo li puoi trovare d’importazione (oppure tramire il p2p).

    Gente, non penserete mica che se uno vede un gioco del genere, automaticamente uno si mette ha fare lo “stupratore a modi catena di montaggio”, per dio!

    Sinceramente se vi scandalizzate per questo, non oso immaginare cosa fareste se vedeste produzioni molto più spinte di questa…..

    Ragazzi informativi prima di fare una crociata.
    (sono esclusi dal mio discorso, quelli che non si sono uniti alla corociata ovviamente)

  • Profilo di Silvyetta

    Silvyetta

    21 ago 2009 - 09:43 - #28
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    Salve, io ho visto ora 1 video su questo gioco e posso affermare ke è veramente uno schifo.
    Ovviamente ognuno ha i suoi gusti, ma fino ad 1 certo punto, xkè la violenza è la violenza, e non ha scuse.
    Questo gioco è una totale mancanza di rispetto verso le donne, solo x sfotterle in quel modo e ridere con un’ironia non molto apprezzata da tutti (per fortuna!).
    E già…si fa di tutto per i soldi…ke schifo…è vero ke siamo animali, col cervello, ma coloro ke sono bestie e ke fan ste cose, non si accende nemmeno!
    già, e dimenticavo 1 cosa…c’è pure la modalità di liberarsi nella malcapitata…ma ke stronz***….ma in quelle situazioni vere ci si dovrebbe ribellare prendendo a morsi sto tizio!
    è davvero disgustoso!questo gioco di simulazione non sarebbe mai dovuto uscire sul mercato, e acquistato solo per il piacere di calarsi nei panni di 1 sadico manico…passo e chiudo.

  • Veronica5887

    08 set 2009 - 00:52 - #29
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    …. ho letto la prima decina d commenti …. sono alquanto allibita….
    fatevi stuprare madri, fidanzate, figlie, anke le nonne! e poi tornate a commentare!!
    ….ma la str.onza.ta + grande è stata quella del gioco pseudo-educativo per le ragazzine….. se nn avessi avuto la nausea fino allo schifo mi sarebbe scappata una risata!…. oppure quell’altro idiota ke ha detto a quella ragazza di darla via….
    sei un gran pippaiolo anke tu, m pare!!!

  • NerdMaNonTroppo

    14 set 2009 - 22:05 - #30
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    Sono un (video)giocatore. Adulto, con una vita sentimentale normale. I fantaccini virtuali che ho controllato hanno salvato, conquistato e coventrizzato il mondo decine di volte. Nella finzione che sono i videogiochi ho fatto tante cose che, nel mondo reale, mi danno il voltastomaco. In teoria, non dovrei avere niente contro questo gioco, giusto? E’ solo finzione, giusto?
    Eppure, non lo toccherei neanche con un palo di tre metri. Mi disturba.
    Si, mi disturba l’idea di impersonare qualcuno che stupra una donna, mi disgusta profondamente. Mi direte: “Ma non è peggio impersonare qualcuno che uccide?” o: “Ma è nella cultura nipponica, per loro è normale.”
    Ai primi rispondo che, e questa è la base di tutte le storie di fantasia con componenti violenti, nella maggior parte dei videogiochi si spara per un motivo. Un eroe o un’eroina, a parte i rari casi in cui è lui stesso il Bad Guy, ha una buona ragione per riempire di piombo l’altro tizio. Che, per inciso, di solito si difende, non sta lì ad urlare aiuto come le tipe di Rapeley, che sembrano uscite dal “decalogo delle qualità più apprezzate da un sadico psicotico”.
    Ecco perchè capisco perfettamente chi, qualche commento sopra, ha detto: “Il mafioso non lo vedo come -mostro- quanto uno stupratore”. La mia risposta è che, probabilmente, il mafioso che ti minaccia ha uno scopo che va al di là del farti del male: soldi, potere, quello che vi pare. Questo gioco fa dell’-atto- lo -scopo-. E’, insomma, del tutto privo di senso. E’ violenza tanto per. Neanche il tanto vituperato GTA è arrivato a tanto.

    Ai secondi rispondo con le parole del mio professore di antropologia culturale: “Ragazzi, insospettitevi sempre quando qualcuno la butta in cultura, per spiegare qualcosa. E’ una scorciatoia comoda per vendere libri di sociologia da quattro soldi. Probabilmente è gente che ha passato anni a fare ricerca, non ha capito niente di un fenomeno e, pur di non ammetterlo, userà i frame culturali come scusa.” In ogni caso, è vero che dai nipponici ormai mi aspetto di tutto. Ho buttato via più di un fumetto/gioco/film giapponese per i loro raccapriccianti personaggi femminili, sottomessi e fatti apposta per titillare il salaryman pippaiolo e frustrato di turno.

    Detto questo, sono dell’idea che certi giochi non andrebbero prodotti? Nah, la censura è sbagliata sempre e comunque. Sono, però, tra quelli che non li compreranno.

  • NerdMaNonTroppo

    14 set 2009 - 22:21 - #31
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    Ok ok, stasera sono logorroico, ma rileggendo quello che ho scritto, mi sono reso conto che potrei essere frainteso. A scanso di equivoci, tanto vale scriverlo ora per evitare che qualcuno sollevi quell’obiezione. Quando ho detto che “si spara per un motivo”, NON intendevo dire che “Se ci fosse un motivo per stuprare una persona, mi starebbe bene”. Lo stupro mi disgusta sempre e comunque.
    Al contrario, dare un motivo più o meno nobile per combattere addolcisce la percezione di un omicidio. E sottolineo “percezione di”. Nella realtà non ucciderei mai, forse non avrei il cosiddetto “coraggio” di farlo neanche per legittima difesa. Ma è il modo in cui percepiamo un evento a dirigere la connotazione morale che ne diamo.

  • ale1979

    13 feb 2010 - 04:15 - #32
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    Il videogioco é bellissimo, l’ho appena finito. La trama é molto appassionante e non é poi così violento, almeno secondo i miei parametri. E poi non si tratta di veri e propri “stupri” dato che si intuisce che le presunte “vittime” sono in realtà consenzienti. Non riesco proprio a capire questa ondata d’odio nei confronti di un videogioco, per di più bello, e di un paese come il Giappone: mi sembra come il vittimismo degli ebrei.

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