Gli uomini sono ancora molto più ricchi delle donne

Secondo uno studio degli ultimi giorni gli uomini sono ancora molto più ricchi delle donne e guadagnano il 25% in più

Gli uomini sono ancora molto più ricchi delle donne

È incredibile che nel 2018 il reddito degli uomini sia ancora molto più alto di quello delle donne, secondo uno studio di Giovanni D'Alessio, del servizio studi Banca d'Italia, il sesso forte ha una ricchezza individuale più alta del 25% rispetto alle donne. Un divario incredibile che cresce con gli anni, ciò vuol dire che se da ragazzi le differenze sono poche, crescendo il divario aumenta in modo esponenziale. La buona notizia è che nel corso del tempo la differenza di stipendi sta diminuendo, ma con una velocità decisamente molto bassa, soprattutto rispetto ai tempi in cui viviamo.

Speriamo sempre che lavorando sodo e mettendoci tutta la nostra professionalità vinca il merito, ma sappiamo bene che è difficile, vuoi perché a volte si cade anche negli stereotipi, vuoi perché l’uomo è l’uomo, e non sia mai che guadagni quanto una donna. Nel tempo ci auguriamo che si possa arrivare ad un equilibrio, e che a primeggiare sia sempre e solo la meritocrazia, ma la sensazione che io ho ad oggi, è che anche quando al potere ci sono le donne, in alcuni casi sono lì perché donne e non perché persone di valore, menti indipendenti e libere. Nella politica la donna è spesso solo una quota rosa, e lo dimostra l’incoerenza profonda e malsana di certe scelte, anche le più recenti.

Giovanni D'Alessio ha spiegato:

“Gli indici di concentrazione della ricchezza netta individuale sono ampiamente maggiori di quelli calcolati sulla ricchezza familiare o sulla ricchezza pro-capite, che ripartisce equamente la ricchezza tra i membri della famiglia. Il trend nei livelli di concentrazione, tuttavia, non si modifica in modo rilevante. Le cause dei divari devono essere ancora ulteriormente esplorate ma si devono imputare in larga parte alle differenze tra i generi in termini di età, titolo di studio, occupazione e reddito. Questo implica che la riduzione dei divari in termini di impiego, reddito ed educazione dovrebbe portare anche a un calo della differenza della ricchezza e forse a una sua eliminazione”.

via | repubblica

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