L'Argentina dice no all'aborto

L'Argentina dice no all'aborto, il Senato blocca la legge che due mesi fa era passata alla Camera.

L'Argentina dice no all'aborto, sembra incredibile che nel 2018 si debba ancora dibattere di queste cose ed invece è così. La legge, che si sperava fosse approvata, prevedeva la legalizzazione dell’aborto nelle prime 14 settimane di gravidanza, un po’ come è in quasi tutti gli altri Paesi, ed invece niente, l’aborto rimarrà illegale. L'Argentina ha fatto un clamoroso passo indietro perché due mesi fa la legge sull’aborto era stata approvata dalla Camera, adesso invece il Senato dice no e chiude la questione con 38 voti contrari e 31 a favore. In Italia la legge 194 sull’aborto è stata approvata ben 40 anni fa.

Ad oggi in Argentina l’interruzione volontaria o indotta della gravidanza è illegale ed è punita con il carcere, chi vuole abortire deve farlo per vie traverse con tutti i rischi che questo comporta. È possibile abortire solo se si è state vittime di stupro o se la gravidanza mette in grave rischio la vita della madre, insomma pare che non si possa abortire neanche se il bambino ha gravi problemi di salute.

I sostenitori della legge chiedevano la possibilità di poter contare su un aborto sicuro, legale e gratuito, non è stato possibile e nonostante la discussione in Senato sia andata avanti per 16 ore, alla fine, hanno lasciato le cose per come erano. Oltre alle pressioni religiose, ha contribuito alla mancata approvazione della legge anche il costo economico del provvedimento per le casse dello Stato, avrebbe comportato delle spese e quindi la scusa era servita su un piatto d’argento.

Quello che a me lascia senza parole è che, da che mondo è mondo, una donna incinta che vuole abortire lo farà, troverà il modo, solo che senza la tutela della legge non avrà le cure che si merita e dovrà mettere a rischio la propria vita.

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