Nasce l' Associazione delle donne arabe toscane

danza del ventre

L'augurio è che sia contagiosa. Sta di fatto che in Toscana è la prima in assoluto, «un segno dei tempi» come dice Samia, presidente e socia fondatrice. In realtà esistono anche altri gruppi (in Lombardia, per esempio, c'è la Dari, Donne Arabe in Italia) ma i Toscana, grande grembo di immigrazione, niente. Adesso, col supporto dell' assessorato all' immigrazione di Campi Bisenzio, nasce l' Associazione delle donne arabe toscane, con sede nei locali della Pubblica Assistenza in via Orly, presidente Samia Guendouze, Aicha Alaalaoui segretaria, Mariem Essaid tesoriera. Tre donne con dietro molte altre donne, quelle incontrate sul lavoro, nelle scuole dei figli, fra i vicini di casa e gli abitanti dei loro quartieri, «donne arabe», specifica Samia, «e non necessariamente islamiche», a segnalare un intento molto più largo di quello di una rappresentanza religiosa: «Vogliamo essere un luogo di incontro e di scambio, di aiuto reciprocoe di conoscenza rivolto a tutte le arabe al di là di ogni confessione e appartenenza politica, per facilitarci a vicenda il compito di essere donne, madri, lavoratrici, intellettuali, casalinghe, insomma, tutto ciò che siamo o vorremmo diventare». Segno di una immigrazione ormai matura e radicata, capace di aprirsi e addirittura offrirsi all' esterno. Si offrirà sostegno alle donne in difficoltà, alle loro famiglie e a chi cerca lavoro, informazione su diritti, sanità, alfabetizzazione, e senza dimenticare le attività culturali. «Di noi» spiegano Samia Aicha e Mariem, «vorremmo che la gente vedesse da vicino abitudini, tradizioni e mentalità. L' intolleranza nasce solo dall' assenza di conoscenza reciproca».

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