Durante la campagna elettorale, lo scandalo era scoppiato quando la vice di McCain, Sarah Palin, aveva dichiarato che la figlia allora minorenne era incinta. Nello stesso periodo, Bristol Palin (la ragazza in dolce attesa) aveva dichiarato a Fox News di pensare che l’astinenza non fosse un metodo credibile contro le gravidanze indesiderate.
Ebbene ora la Palin Junior ritratta: si reca a New York, per la giornata nazionale della consapevolezza della gravidanza tra teenager, e proclama a gran voce che l’astinenza è l’unico metodo sicuro. Devo dire che la ragazza è arguta come una volpe.
All’insegna della coerenza e soprattutto delle varie scoperte inerenti l’acqua calda, Bristol Palin si è evidentemente pentita della sua beata incoscienza e delle sue conseguenze. Solo che invece di fare passi in avanti, qui sembra che torniamo tutti indietro.
Sono d’accordo che le ragazze debbano conservare certe virtù in adolescenza; sono d’accordo che certe esperienze vadano prima considerate in toto, pensate, ponderate, osservate e solo dopo vissute, con anche maggior desiderio e consapevolezza. Ma è utopico pensare che tutte le ragazzine, anche se figlie nostre, possano vederla in questo modo, purtroppo. E’ utopico pensare che parlare di astinenza possa di colpo fermare tutti gli adolescenti davanti al sesso.
Proclamare l’astinenza sa di medievale, di clericale e di punitivo, oltre che di ottuso: come sempre negare l’evidenza e rifiutare ciecamente, senza ragionare, non è la soluzione giusta per evitare i rischi. E’ compito dei genitori parlare del sesso con i figli, prepararli, educarli,avviarli con intelligenza a difendersi dai pericoli e a non seguire solo l’istinto o le amiche. Dire no ottiene sempre l’effetto contrario: la libertà di scegliere, supportata da strumenti di conoscenza adeguati, rende invece inconsapevolmente più responsabili. E negarsi a priori un’esperienza non è un modo di vivere intelligente: rimandarla e fare in modo che risulti ragionata, sarebbe la cosa migliore.
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La
07 mag 2009 - 14:39 - #1Il suo cambio di opinione mi sa tanto di politicamente pilotato…oltre che abbastanza inutile, vista la sua situazione.
Tra l’astinenza e la leggerezza ci sono molte sfumature, come spesso capita la verità sta nel mezzo.
Ho sempre pensato che una persona dovrebbe aspettare almeno fino a quando non è eventualmente in grado di occuparsi delle “conseguenze” o per lo meno nella condizione di prendere precauzioni, 16-17 anni almeno.
Il sesso non è un gioco, ma non è neanche un tabù come farebbe alla fine pensare un educazione votata all’astinenza.
Io credo che bisognerebbe riuscire ad educare i giovani alla prevenzione, responsabilizzandoli sia sul valore dell’atto sia sulle responsabilità che ne possono derivare.
Purtroppo penso che ancora oggi i genitori ne parlino troppo poco…sperando che le dovute informazioni arrivino da altre fonti, non è un discorso semplice (anche perchè significa ammettere che il proprio bambino/a è un adulto…e i genitori fanno fatica ad accettare questo concetto) però bisognerebbe sforzarsi di farlo.
Myrea
08 mag 2009 - 17:43 - #2Ognuno decide quale sfumatura dare al sesso. Ormai abbiamo delle precauzioni, usiamole, non che nel 2009 ancora si deve sentire parlare di astinenza, è ridicolo…