Vetture della metro riservate alle donne

Ieri, l'onorevole Matteo Salvini di Lega Nord ha scatenato polemiche con la sua richiesta, poi definita provocazione, di rendere riservati alcuni posti della metropolitana cittadina ai soli milanesi. Roba da guerra di seccessione. Quel che forse è sfuggito, è che Salvini ha proposto che le prime due vetture della metro vengano riservate alle donne, di qualunque nazionalità siano.

Non so quanto la proposta sia prima di tutto accoglibile e in secondo luogo fattibile, per tutta una serie di motivazioni pratiche. Ma devo dire che l'idea di viaggiare separata dagli sguardi maschili, in quelle orribili scatolette ambulanti sotto terra, non mi dispiacerebbe.

A chi di noi non è mai capitato di sentirsi guardate con insistenza da uomini bavosi e a volte anche ubriachi seduti di fronte a noi in metro? A chi di noi non è capitato di incappare in strusciamenti simil-involontari (in realtà poi cercati), dovuti apparentemente alla condizione da bestiame (o sottiletta che dir si voglia) che si presenta durante le ore di punta in metropolitana? E di sentire con insistenza la permanenza e l'insistenza di un corpo estraneo e sgradito addosso, senza poter fare nulla per sviare la situazione? A me è capitato anche di sentire certi orripilanti mostri prendere vita sotto i pantaloni...E badate bene che qui non si fa nessuna distinzione di razza: i maschi depravati sono uguali dappertutto.

Allora mi chiedo se il provvedimento possa essere davvero preso in considerazione. Ma mi chiedo anche a questo punto se davvero porterebbe a qualche miglioramento, o se si dimostrasse poi soltanto l'ennesimo tentativo andato a male. Tanto scese dalla metro, c'è sempre la strada.

Foto | Flickr

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