Nasrin Sotoudeh, l'avvocatessa iraniana paladina dei diritti umani condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate

L'avvocatessa e attivista iraniana Nasrin Sotoudeh è stata condannata a 38 anni di carcere e a 148 frustate.

Nasrin Sotoudeh

L’avvocatessa e attivista per i diritti umani iraniana, Nasrin Sotoudeh, è stata condannata a 38 anni di carcere e 148 frustate dal Tribunale di Teheran. Una pena dura e ingiusta ai danni di una donna che, senza paura, ha combattuto per i suoi diritti ma soprattutto per difendere gli altri. Nasrin Sotoudeh è stata condannata con le seguenti (e assurde) accuse: collusione contro la sicurezza nazionale, propaganda contro lo Stato, istigazione alla corruzione e alla prostituzione e apparizioni in pubblico senza hijab. In realtà la pena è arrivata dopo la nomina dell’ultraconservatore Ebrahim Raisi come nuovo capo del sistema giudiziario iraniano, ed è quindi una pena per affermare che lo stato ha il potere e può fare quello che vuole.

Nasrin Sotoudeh è stata arrestata il 13 giugno 2018 e processata il 30 dicembre 2018, non si presentò neanche in aula perché non le è stato consentito neanche di scegliere il suo avvocato. Le ultime accuse le sono costate 33 anni carcere e 148 frustate a cui si vanno aggiungere altri 5 anni con una sentenza del settembre del 2016 per cospirazione contro lo Stato e insulti nei confronti della Guida Suprema Ali Khamenei.

La condanna di Nasrin Sotoudeh a quasi 4 secoli di prigione è una punizione per aver cercato di scardinare le regole, per essersi esposta e aver sfidato il sistema, nella sua vita ha difeso gli attivisti e le resistenze e le iraniane che sono state arrestate per essersi tolte il velo. Nel 2012 Nasrin Sotoudeh è stata omaggiata dal Parlamento europeo con il Premio Sakharov per la libertà di pensiero.

Philip Luther, direttore delle ricerche sul Medio Oriente e sull'Africa del Nord di Amnesty International, ha dichiarato:

“È sconvolgente che Nasrin Sotoudeh vada incontro a quasi quattro decenni di carcere e a 148 frustate a causa del suo lavoro pacifico in favore dei diritti umani, compresa la difesa legale di donne sotto processo per aver sfidato le degradanti leggi sull'obbligo del velo”.

Philip Luther

via | tgcom24

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